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giovedì 4 dicembre 2014

cONFERENZA SUI BENI CULTURALI TRAFUGATI. PARLA L'AVVOCATO SALVATORE BEVILACQUA. ORGANIZZA SEBASTIANO SALERNO DI SICILIA ANTICA


Sicilia antica ed i capolavori scomparsi


AVVOCATO SALVATORE BEVILACQUA


DOTT. SEBASTIANO SALERNO



PIETRAPERZIA. La sezione locale  di SiciliAntica, presieduta dal dr. Sebastiano Salerno, il prossimo 5 dicembre terrà una conferenza sulle opere d’arte sparite, a vario titolo (lecito ed illecito) da Pietraperzia, intitolata appunto “Avevamo…Storia di capolavori d’arte un tempo presenti a Pietraperzia”. L’attenzione sarà puntata, anche tramite fotografie, su sculture, dipinti, mobili, documenti,  ed altro. che si erano accumulati nella millenaria storia pietrina, del suo Castello e delle sue Chiese.

       La manifestazione si svolgerà nei saloni della Società Regina Margherita alle ore 18.30 e sarà preceduta dai saluti di benvenuto del presidente del sodalizio, Fabio Calì e seguiranno gli interventi dell’archeologo Sebastiano Salerno, dell’avv. Salvatore Bevilacqua e dello storico locale Antonio Caffo.

       L’idea è nata dalle ricerche di quest’ultimo che appassionato di storia locale, ma attento ed intelligente utilizzatore dei nuovi strumenti tecnologici, internet in testa, è riuscito a risalire a documenti e fotografie che ritraggono opere d’arte delle quali si erano da decenni perse le tracce. I pezzi forti sono costituiti dalla vicenda del busto del barone Antonio Giovanni Barresi, signore di Pietraperzia e del suo castello nella seconda metà del XV secolo, opera di Francesco Laurana massimo scultore dell’epoca operante non solo nel regno di Napoli e di Sicilia ma anche in Francia. Del capolavoro del quale almeno a Pietraperzia restava soltanto una antica fotografia di fine ‘800 dove si intraveda appena il busto ed il suo basamento (quest’ultimo oggi a Villa Scalea a Palermo);  Antonio Caffo ha rinvenuto le fotografie ed è stato, almeno in parte, ricostruito il percorso che da Pietraperzia, passando per l’Inghilterra e New York, lo avrebbe portato molto probabilmente ora in un museo/Istituto di restauro della ex Jugoslavia.

       Sempre Antonio Caffo, vigile urbano molto conosciuto in paese, ha anche rispolverato una pianta dei primi anni del ‘700 che, custodita ora a Torino, ritrae Pietraperzia con l’antica Matrice cinquecentesca diversamente orientata rispetto all’attuale costruita all’inizio del XIX secolo sulle maceria di quella più antica.

       Le sorprese non si limitano a queste “scoperte”, dato che gli organizzatori annunciano la presentazione del recente rinvenimento di un’altra antica e pregevole riproduzione relativa ad un diverso signore sempre di casa Barresi nonché la riproduzione della via Crucis rubata nel secondo dopoguerra del XX secolo sempre dalla Chiesa Madre ed altre riproduzioni.

Giuseppe Carà