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domenica 2 novembre 2014

AL PALAZZO DI CITTA' COMMIATO DI PENSIONAMENTO AL BRIGADIERE SALVATORE GIORDANO DA PARTE DEL PRIMO CITTADINO ENZO EMMA E DA ROSARA MARIA GIUSA



MESSAGGIO ALLA CITTA' DI SALVATORE GIORDANO
 TEAM DI COMMIATO

Sono trascorsi 18 anni da quando sono stato trasferito alla Stazione Carabinieri di Pietraperzia e, addirittura 36 anni dal mio arruolamento nelle file dell’Arma.
E ancora fresco il ricordo della mia presentazione alla cittadinanza ed oggi mi ritrovo davanti alle più importanti Autorità politiche del paese a dovermi congedare per il sopraggiunto raggiungimento del’età di pensionamento.
L’esperienza di servizio a Pietraperzia è stata per me fortificante e di grande spessore professionale.
Ho collaborato ben sei Comandanti che si sono avvicendati: Il Mar. Marchese, Mar. Giordano, il Mar. Modica, il tgt. Tumminaro, i Mar. Lomoro ed  oggi, anche se per pochi mesi, il Mar. Castrovilli.
E’ motivo di orgoglio percepire che la lunga permanenza nella Stazione dì Via Don Bosco abbia favorito il sorgere di uno stretto e profondo legame con la popolazione pietrina oggi sfociato in questo simbolico abbraccio che la città mi sta porgendo per mezzo dei suoi principali rappresentanti.
Ringrazio vivamente I Sindaco Vincenzo Emma e fa sua Giunta, la Presidente del Consiglio Rosa Maria Giusa e l’intero Consiglio per la sincera manifestazione di affetto e vicinanza dimostratami, specialmente in questa splendida occasione.
Non nego un velo di profonda commozione per questo inaspettato pensiero e nello stesso tempo mi sento invaso da un sentimento di grande orgoglio per aver concretizzato che gli sforzi fatti, l’anteporre le esigenze di servizio a favore della collettività a svantaggio delle esigenze personali o della mia stessa famiglia, non è stato vano ma, bensì, apprezzato dal popolo pietrino che oggi ha dimostrato il suo ringraziamento con questa stupenda iniziativa che oggi mi vede attore principale.
Voglio concludere con un sentito “grazie” a tutti coloro che mi hanno collaborato e a quanti hanno creduto in me abbandonandosi nel racconto dei loro problemi più intimi nella speranza di poter essere aiutati.
Il ricordo dell’esperienza pietrina rimarrà marcato in modo indelebile nei miei pensieri: Lascio a Pietraperzia degli amici, delle persone per cui mi sono speso senza risparmio a difesa de diritti e delle libertà di ogni società civile.
Non una frase di circostanza. Con Il cuore vi confido che “Vi Voglio Bene”.

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI.AL MAUSOLEO DI GASPERE FARULLA IL BICENTENARIO DELLA BENEMERITA


Al mausoleo di Gaspere Farulla
 Commemorazione dei fedeli defunti nel bicentenario dell’arma dei carabinieri
CORONA AL CARABINIERE 

 PARATA

SANTA MESSA
iPIETRAPERZIA. Anche quest’anno la  commemorazione dei fedeli defunti al cimitero comunale ha avuto il momento più alto al mausoleo del carabiniere Gaspere Farulla. Il tenete colonnello Paolo Puntel di Enna  ha contestualizzato la commemorazione Farulla nel contesto del bicentenario dell’arma dei carabinieri. Con le “Regie Patenti” del 13 luglio 1814, integrate con altre emanate il 15 ottobre 1816, il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I di Savoia istituì i carabinieri reali: un corpo armato che, sul modello della gendarmeria francese, aveva compiti sia civili (ordine pubblico e polizia giudiziaria) che militari (difesa della Patria e polizia militare).
        Il carabiniere Gaspare Farulla è deceduto in un conflitto a fuoco contro due malviventi nelle terre di Crotone; infatti  mentre che stavano per essere catturati, uno dei banditi fece fuoco sulle forze dell’ordine e colpì il carabiniere Farulla, che in un sussulto di residuo di forza, reagisce ed uccide il malavitoso. Il fatto avviene il quattro luglio del 1963 ed il giovane carabiniere aveva l’età di 31 anni. La motivazione scritta sulla medaglia d’argento dal ministro della difesa Giulio Andreotti è: “fulgido esempio di coraggio ed attaccamento al dovere spinto all’estremo sacrificio”.
All’eroe è stata titolata la stazione dei carabiniere ed una strada del paese.
       Il cerimoniale seguito è stato quello solenne militare con due carabinieri in grande uniforme: Salatore Farina ed Enrico Gagliano. Gran maestro di cerimonia è stato il maresciallo capo Giuseppe Castrovillari, collaborato Nunzio Agnello e Salvatore Aleo. Presente il comandante della compagnia di Piazza Armerina capitano Rosario Scotto di Carlo.
       Per gli inni storici ha dato la presenza il maestro Salvatore Bonaffini e la sua banda musicale.
       Presente il gonfalone del comune, il sindaco Vincenzo Emma in fascia tricolore, la presidente del consiglio Rosa Maria Giusa, gli assessori Giusy Rindone e Salvatore Calì; la comandante della polizia municipale Giovanna Di Gregorio, con il manipolo Gino Stringi, Giovanni Falzone, Liborio Miccichè e Lillo Russo, il procuratore dello stato Giuseppe Laspina.
       Il cursus honorum di Gaspere Farulla è stato presentato dal brigadiere capo Salvatore Giordano, che con questo  chiude la sua carriera militare. Una marea di gente ha fatta corona alla celebrazione.
       Il rito liturgico è stato presieduto dal parroco monsignor Giovanni Bongiovanni, che ha lanciato il messaggio di ascoltare quanto viene comunicato dai fedeli defunti, affinché la comunità pietrini trovi una dimensione antropologica più umana dove ogni persona venga rispettata nella sua dignità. Alla fine della messa è stata recitata la preghiera alla Virgo Fidelis che con il papa Pio XII è stata nominata patrona dei carabinieri.
       Nella giornata di sabato e domenica al cimitero sono state celebrate cinque messe in suffragio dei defunti. Date le giornata festive e un bel sole di autunno sono rientrati molti paesani residente fuori.     
Giuseppe Carà

BOCCIATA LA RETROCESSIONE DEL CONVENTO A MONSIGNOR BONGIOVANNI


 
 
il teorico del gruppo emma


 MOSIGNOR  GIOVANNI BONGIOVANNI SPONSORIZZATO DALL'ASSESSORE CATENA SCIVOLI
 
 RAGIONIERA ANGELA RANDAZZO AMMINISTRATORE DELEGATO DEL MATTATOTIO COMUNALE

EN!CARAG – 50 Righe. Venerdì sere alle ore 23,30 salta il consiglio comunale per mancanza di numero legale: il gruppo di Franca Di Calogero abbandona l’aula. In precedenza si è era discusso dell’alienazione di beni comunali: retrocessione di parte del convento di Santa Maria a monsignor Giovanni Bongiovanni e cessione del mattatoio per 370 mila euro.   
       La retrocessione del convento non passa perché a votazione si  ha un risultato di sei pari. Votano per padre Bongiovanni: Enzo Bongiovanni, Germano Bonincontro, Francesca Calì, Salvatore Di Calogero, Luigi Guarneri, Salvatore Messina. Votano contro il monsignore: Enza Di Gloria, Franco Di Calogero, Gero Di Blasi, Franco Mancuso,  Salvatore Tomasella, Antonino Di Gregorio.
       Passa l’alienazione nel mattatoio con il risultato di sei a cinque. Il gruppo di Franco Di Calogero passa a cinque perché lascia l’aula il consigliere Antonino Di Gregorio.  
       Il mattatoio fu riaperto il 30 giugno del 2013 e dal sindaco Emma è stato affidato in affitto per due mila euro alla ditta Randazzo, che l’ha ristrutturato a spese proprie ed è diventato  il primo Frigomacello del centro Sicilia. Sono una decina i dipendenti che sono stati assunti.
       Un fatto singolare si è verificato durante il consiglio che è rimasto per 15 minuti senza presidenza. La presidente Rosa Maria Giusa si allontanata improvvisante senza lasciare la delega al sostituto; era successo che avevo ricevuto una chiamata telefonica per grave motivi di famiglia.
       Ha fatto da sfondo al consiglio una polemica tra i consiglieri Salvatore Di Calogero ed Enza Di Gloria, in merito ad alcuni epiteti riguardante la civiltà ed il buon costume.
       Il fatto politicamente grave è la mancata approvazione del bilancio la cui seduta salta per la terza volta. La seduta è stata rinviata di 24 ore. Certamente non è stato uno dei consigli migliori, perché non sono mancate asprezze e polemiche.
GIUSEPPE CARA'

sabato 1 novembre 2014

PREGHIERA DEI CARABINIERI ALLA VIRGO FIDELIS


ALLA VIRGO FIDELIS 



Dolcissima e gloriosissima Madre di Dio e nostra,
noi Carabinieri d'Italia,
a Te eleviamo reverente il pensiero,
fiduciosa la preghiera e fervido il cuore!

Tu che le nostre Legioni invocano confortatrice e protettrice
con il titolo di "VIRGO FIDELIS".
Tu accogli ogni nostro proposito di bene
e fanne vigore e luce per la Patria nostra.

Tu accompagna la nostra vigilanza,
Tu consiglia il nostro dire,
Tu anima la nostra azione,
Tu sostenta il nostro sacrificio,
Tu infiamma la devozione nostra!

E da un capo all'altro d'Italia
suscita in ognuno di noi
l'entusiasmo di testimoniare,
con la fedeltà fino alla morte
l'amore a Dio e ai fratelli italiani.
Amen!




Sotto questo nome la Vergine Maria è divenuta Patrona dell'Arma dei Carabinieri dall'11 novembre 1949, data di promulgazione del Breve relativo di Papa Pio XII, che in tal senso aveva accolto il voto unanime dei cappellani militari dell'Arma e dell'Ordinario Militare per l'Italia.
Il titolo di "Virgo Fidelis" era stato sollecitato in relazione al motto araldico dell'Arma "Fedele nei secoli".
La ricorrenza della Patrona è stata fissata dallo stesso Pontefice il giorno 21 del mese di novembre, in cui cade la Presentazione di Maria Vergine.
La preghiera del Carabiniere alla "Virgo Fidelis" è dell'Arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, che nel 1949 era Ordinario Militare.
IL PLACIDO DON PINO CARA'