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martedì 30 settembre 2014

MONITO DI PAPA FRANCESCO: LE BOMBE DELLE CHIACCHIERE. 30 SETTEMBRE 2014



 BOMBE IN VATICANO

PAPA FRANCESCO

CITTA' DEL VATICANO - A Bergoglio non lo spaventano eventuali attacchi terroristici al Vaticano, tantomeno intrighi interni tra le mura leonine. Di una cosa però il Santo Padre ha davvero paura: le chiacchiere. Tanto da mettere in guardia da esse la Gendarmeria vaticana.
Potrebbe risultare quasi banale il monito del Pontefice ad un Corpo militare impegnato da secoli nella salvaguardia del Successore di Pietro e dello Stato della Città del Vaticano. Ancor di più se pronunciato pochi giorni dopo il “Conquisteremo Roma” preannunciato dai terroristi dello Stato Islamico, che ha messo il mondo in allarme.
Da Pastore delle anime, tuttavia, al Papa interessa anzitutto la vita spirituale del suo gregge, e le chiacchiere possono rappresentare un danno irreparabile ad essa. Le chiacchiere equivalgono infatti a “bombe” che distruggono la vita degli altri e della Chiesa, ha detto infatti Francesco ai gendarmi, durante la Messa celebrata sabato scorso, nella cappella del Governatorato, in occasione della Festa del loro Patrono San Michele Arcangelo.
E proprio a partire dalla figura dell’Arcangelo che “ci insegna questa virtù del custodire”, il Papa nella sua omelia - riportata da L'Osservatore Romano e ripresa dalla Radio Vaticana - ha messo l’accento sulle mansioni di vigilanza dei militari vaticani.
Essi – ha rimarcato – sono chiamati di fatto a “custodire questo Stato che è al servizio della libertà della Chiesa” e anche a custodire il Papa “perché possa essere libero”. Ma prima di tutto, sull’esempio del loro Patrono, i gendarmi devono "custodire dal diavolo, dalle tentazioni nell'esterno", quindi dalle chiacchiere che sono la "zizzania" che Satana semina lungo il cammino cristiano.
“Voi – ha proseguito il Santo Padre – guardate le porte, le finestre, perché non entri una bomba”, ma “ci sono bombe pericolosissime dentro”. Anzi, ha aggiunto, “la peggiore bomba che è dentro il Vaticano è la chiacchiera”, che attenta “ogni giorno la vita della Chiesa e la vita dello Stato”. Pertanto “ogni uomo che chiacchera qui dentro” è come se seminasse bombe che mettono a repentaglio la vita altrui.  
“State attenti, per favore”, ha esortato allora il Pontefice, “perché nella notte di tante vite cattive, il nemico ha seminato la zizzania”. E laddove sono tanti i laici, i sacerdoti, le suore, i vescovi che “seminano il buon grano”, sono altrettanto numerosi i “laici, preti, consacrati, suore, vescovi, cardinali”, persino “Papi”, che il diavolo sfrutta “per seminare la zizzania”.
“Anche io” corro questo pericolo, ha ammesso Francesco, perché il diavolo è astuto – diceva giorni fa nella Messa a Santa Marta - e “ti mette dentro la voglia”. È bene stare in campana e combattere questa tentazione anche quando uno ha ragione e le sue parole corrispondono a verità. Anche in quel caso – ha rimarcato il Papa – non ha “il diritto di dirlo a tutti”, ma solo “a chi ha le responsabilità”.
Davanti a tali pericoli, i gendarmi devono diventare dunque “sentinelle dei chiacchieroni”. Magari trovando anche il coraggio di richiamare all’ordine e dire: “Per favore signore, per favore signora, per favore padre, per favore suora, per favore eccellenza, per favore eminenza, per favore santità, non chiacchierare, qui non si può!”.
Non è una sciocchezza, il pericolo è che scoppino delle “bombe”. Non solo: i chiacchieroni “commettono iniquità” – ha ricordato il Papa – e, come avverte il profeta Daniele, chi fa ciò sarà condannato “alla vergogna e all’infamia eterna”.
Allora sforziamoci e collaboriamo insieme – ha concluso Bergoglio - perché nella “ultima pagina della nostra vita” ci sia scritto “ha seminato il buon grano” e non ha gettato “la bomba della zizzania”. 

domenica 28 settembre 2014

FESTA DI SAN PIO 23 SETTEMBRE 2014- LETTERA AD UNA DOTTORESSA



FESTA DI SAN PIO

 GIUSEPPE PIO ROSSELLI


San Pio addobbo di Maria Ferro


PIETRAPERZIA . Gentilissima Signora, la sua inutile, quanto inopportuna e pretestuosa polemica di dare ai poveri la raccolta dei giochi pirotecnici mi ha sollecitato a fare una riflessione sulla festa di San Pio. Lei non ha partecipato alla processione perché era  a lavoro; quindi in lontananza ha visto il nostro spettacolo dei giochi pirotecnici  unico nella storia di Pietraperzia.  Ci siamo preparati con un triduo dettato dal promettente don Osvaldo Brugnone. Abbiamo avuto un comitato di spessore in seno al gruppo di San Pio. Le rendo noto che quattro mila euro sono stati tolti dallo spettacolo pirotecnico e sono stati destinati ad attività filantropiche. Sulla qualità dello spettacolo è stata la mia competenza a trattare con il fochista l’impostazione e con una modesta somma abbiamo fatto grandi cose. Alla festa hanno contribuito tutte (proprio tutte) le realtà della nostra comunità. Alcuni che non hanno  contribuito alla festa si sono inventati i “Poveri”.

       Abbiamo avuto la presenza di tutte le forze politiche ed il sindaco Enzo Emma, ha letto l’affidamento del paese a San Pio. La presenza del Gonfalone del comune ed il sindaco in fasce tricolori ha rappresentato tutto il paese che certamente è stato alla processione; migliaia di persone hanno partecipato alla processione ed anche molte presenze dai paese vicini.  

       E’ stato presente un bambino vestito con il saia francescano, Giuseppe Pio Rosselli,  accompagnato  dai genitori. La banda musicale dal maestro Salvatore Chiolo in modo egregio si è inserita nella liturgia ed ha eseguito inni religiosi con impeccabile bravura. Avrà notato che avevamo una amplificazione di ampiezza di tre km  che ci ha consentito di elevare il nostro animo al divino; hanno coordinato questa dimensione mistica le insegnanti Concetta Di Blasi e Giovanna Guarnccia. La signora Pina Vinci ha aperto la processione con lo stendarto di San Pio, ma è stata  collaborato da un gruppo di donne genesose. Abbiamo distribuite un migliaio di immagini di San Pio. Sul camion abbiamo avuto due maestri di serietà. Super visore di pronto intervento è stato Calogero Vinci che svolge tale compito da 13 anni cioè in tutte le procesioni fatte.

 Le forze dell’ordine hanno dato la loro presenza con alcuni di loro  in grande uniforme.

Le critiche ingenerose fanno cadere il nostro paese a sopportare una metodica cattiveria becera intrisa di pettegolezzo.

 Ci dispiace che le critiche abbiamo presente Lei nella sparuta presenza dei disfattist mentali per povertà di idee.

       Dottoressa, Lei della processione che appartiene al paese non ha diritto di parola perché assente. Hanno contribuiti alla processione dieci sponsor: l’Agenzia Orchidea di Antonina Galota per i manifesti; l’avvocato Di Gregorio e la signora Enza per  le colombe bianche della pace; La Principessa Marmi di Pio Salemi per  l’amplificazione e la gestione del gonfalone; La PIRAMIDE di Pietro Favella per  Trasporto di San Pio; il quadrifoglio di Rocco e David Pagliaro per l’addobbo della chiesa; i cari fratelli del Pd per l’offerta al predicatore; il club juventino del presidente Pino Viola per  le fiaccole;  La Rosa Blu di Maria Ferro per  le immagini; la Polidianostical Center  della dottoressa Ardiscono per  le bandiere per San Pio;  i generosi ed affettuosi amici della Multiservizi di Maria Concetta Fabio, Maria Concetta Di Dio e Michelangelo per l’addobbo bara realizzato con elevato gusto da Maria Ferro, geniale artista.

Dal profondo del nostro cuore gridiamo: Viva San Pio; San Pio Proteggi il Nostro Paese.

Il Placido Don

IL CLUB IUVENTINO RICOSCIUTO ENTE DI BENEFICENZA


 
ISCRIITI AL CLUB

PIETRAPERZIA. Il club juventino “Pino Zarba, Gaetano Scirea e Roberto Randazzo” è stato riconosciuto ente di beneficenza ed è stato iscritto nell’elenco regionale per accedere al cinque per mille. Il riconoscimento parte dal 2013 e quindi a breve sarà fatta la distribuzione dei viveri che saranno comprate per la circostanza. In atto la regione ha fatto la distribuzione per l’anno 2012  e quindi il club non ha preso fondi. Il presidente del CONI di Sicilia dottor Aldo Di Pietro comunica al club, che ancora l’ufficio competente sta lavorando all’elenco del 2013.

       “Per la distribuzione dei vivere - dichiara il presidente del club Pino Viola – faremo un elenco tenendo in considerazione gli indigenti locali, che, purtroppo, sono molti e quindi dobbiamo fare un discernimento; certamente sappiamo che i bisogni sono molto più grave; ma noi vogliamo fare il massimo. Il nostro club sin dalla fondazione ha fatto azioni filantropiche con dei fondi ricavati dalla generosità degli stessi soci. Il club ha 104 soci e molti dei nostri iscritti sono donatori di sangue e periodicamente fanno la donazione. Devo ribadire che ancora il nostro club non ha preso alcuna somma; ogni notizia diversa è tendenziosa ed è mirata a screditare il nostro club. Se ancora si permettono di dire che abbiamo preso il contributo e non l’abbiamo distribuito allora il caso diventa legale. Noi difendiamo la nostra onorabilità e quella del club”.

       Il club fu rifondato da presidente Pino Viola, che lo ha fatto per 50 anni; Pino Viola ha 78 anni ed ha tenuto per mezzo secolo alta la fiaccole del calcio a Pietraperzia, spesse volte pagando di persona.

“Il club – afferma il presidente Viola - ha come finalità di assistere le famiglie bisognosa, propagandare e praticare l’attività sportiva dilettantistico ed a tal fine partecipare a campionati; inoltre organizzare attività ricreative e culturali a favore di un miglior utilizzo del tempo libero; quindi  abbiamo fondato l’associazione sportiva dilettantistica “Juventus club doc  Gaetano Scirea, Roberto Randazzo e Pino Zarba”  ed ha sede in piazza della Repubblica, 6.

       Sono stai soci fondatori: Giuseppe Viola, Giovanni La Monica, Giovanni Pititto, Calogero Serio, Luca Viole, Francesco Cigna,  Daniele Quartararo, Antonio Bevilacqua, Vincenzo Gatto, Vincenzo Russo, Giovanni Bongiovanni, Cosimo Bevilacqua, Andrea e Daniele Cigna, Rocco Cunsolo, Salvatore D’Alessandro, Vincenzo Emma, Rosario Falzone,  Salvatore Ferro, Fabio Gentile, Calogero Giarrizzo, Marotta Vincenzo, Messina Filippo, Monteforte Giovanni,  Monteforte Vincenzo, Pititto Massimo, Puleo Paolo, Raspa Nicolò, Satta, Aniello, Siciliano Calogero, Valverde Claudio, Monteforte Salvatore, Di Perri Patrizia (moglie di Roberto Randazzo), Falzone Giovanna, Viola Vincenzo, Viola Massimiliano, Costa Lucia, D’Alessandro Valeria, Zarba Filippo, Candolfo Vincenza (moglie di Pino Zarba, Cilano Concetta, Viola Giuseppe,  Pennino Antonietta,  (Madre di Roberto Randazzo), Pititto Michele, Calogero  Di Calogero, Di Calogero Vincenzo, Randazzo Claudio, Sinopoli Francesco”.

Giuseppe Carà

IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA SUI RIFIUTI. SURROGA DI SALVATORE CALI' CON FRANCO MANCUSO



Il consiglio comunale approva
 la TARI (Tassa sui Rifiuti)
ROSA MARIA GIUSA
PROBABILE CADIDATA
A SINDACO
  
 PIETRAPERZIA. Il consiglio comunale presieduto da Rosa Maria Giusa in prima seduta ha approvato la TARI (Tassa Sui Rifiuti) per il 2014, che è propedeutica all’approvazione del bilancio di previsione. Nel 2014 i rifiuti costeranno 350 mila euro in più rispetto all’anno scorso. La previsione per quest’anno è di un milioni e cento mila euro; mentre per il 2013 si sono spesi per la TARI 850 mila euro; l’aumento è dovuto al costo dei trasporto. Anche quest’anno la gestione dei rifiuti viene gestita dall’Ato (Ambito territoriale ottimale che organizza sul territorio servizi integrati). La Tari  del 2014 è stata approvata dalla maggioranza del sindaco Emma: Luigi Guarneri, Francesca Calì, Salvatore Di Calogero, Totò Messina e Germano Bonincontro. Questa volta il gruppo di Franco Di Calogero si è trovato solamente con quattro consiglieri: Franco Di Calogero, Enza Di Gloria, Rosa Maria Giusa e Salvatore Tomasella. Due proposte sono venute da Franco Di Calogero ed Enza Di Gloria.

        Franco Di Calogero ha proposto pagare 0,30 per metro quadro perché abolito dello stato ed inoltre portare la Tari al costo dell’anno scorso cioè di 850 mila euro. La proposta non ha avuto seguito per il parere negativo del segretario Eugenio Alessi  ed il ragioniere capo  Gian Filippo Marina.  

        Come dichiarazione di voto la consigliere di Gloria dichiara. “Voto contro perché non sono d’accordo a ripianare  i debito dell’Ato: la società non ha espletato i servizi come dovuto: lavaggio dei cassonetti, raccolta differenziata; ciò era previsto in un piano di miglioramento effettivo di tutto il sistema di raccolta. Invece oggi ci troviamo in una profonda distorsione di un sistema che è  ricettacolo di clientelismo e sperpero delle risorse pubbliche”.

         Ad apertura di lavoro è stata fatta la surroga del consigliere Salvatore Calì dimissionario con Franco Mancuso che rafforza il gruppo Di Calogero. Mancuso 43 anni fu eletto nella lista “Palascino sindaco" con 53 foto.

Giuseppe Carà