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domenica 12 giugno 2016

Cantieri di Lavoro per RMI


Cantieri di Lavoro per RMI

IL SINDAC O ANTONIO BEVILACQUA
 
PIETRAPERZIA. Mercoledì sono scesi al lavoro gli operai del RMI (Reddito Minimo di Inserimento) dipendenti dal comune; da 22 sono scesi a 16 perché alcuni hanno perduto i requisiti di ammissione. I lavoratori in forza sono: Alfieri Maria,  Santo Calandra, Rosa Cutaia, Giuseppe Di Lavore, Vincenzo Di Lavore, Massimiliano Di Lorenzo, Loredana Di Natale, Nunzia Incaudo, Santo Ippolito, Rosaria Mancuso, Giovanni Battista Margani, Antonino Montedoro, Filippa Spampinato, Silvana Spampinato, Filippina Stella e Giuseppe Vitale. In questa prima fase gli operai saranno impegnati nella pulizia del paese, nel verde pubblico, e nella gestione della villa comunale.

       Dopo il finanziamento generale  regionale di settemilioni e mezzo la giunta comunale ha approvato i setti cantieri di lavoro che sono: 1) Servizio di custodia della villa comunale. 2) Servizio di custodia degli uffici comunali. 3) Supporto alle manifestazioni organizzati dall’amministrazione comunale. 4)  Servizio di manutenzione viaria urbana. 5)Servizio di manutenzione e pulizia del verde pubblico. 6)Servizi di manutenzione degli edifici comunali. 7) Servizi di manutenzione degli impianti sportivi.

       La delibera di giunta prevede che i lavoratori resteranno in attività fino al 30 settembre; ma la Regione ha stanziato la somma 143 mila e 601 euro e prevede l’attività lavorativa per tutto l’anno solare. Dall’inizio dell’anno i lavoratori hanno lavorato circa tre mese. Da un punto di vista contabile è stato chiuso il 2015. L’amministrazione comunale con determina del sindaco Antonio Calogero Bevilacqua aveva anticipato quattro mensilità che poi ha recuperato dai finanziamenti regionali.  

       “Speriamo – dichiara il sindaco Bevilacqua – che i finanziamenti arrivano in tempo opportuno. C’è una pastoia  burocratica alquanto tortuosa che mette in difficoltà amministratori ed operai. La lentezza borbonica tipica del vertice regionale crea sacche di disagio e di malessere nelle famiglie, dove ci sono impegni anche per i propri bambini. L’anno scorso alcuni esercenti non hanno voluto fare credito agli operai. Questo disguido ci crea notevoli problemi specie quando dobbiamo anticipare delle mensilità”.

Giuseppe Carà