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martedì 28 maggio 2013

Mostra degli ori della chiesa Madre



L'ARCHEOCLUB ESPONE
 ANGOLO DELLA MOSTRA


 GLI ATTORI DELLA MOSTRA: GIANLUCA AMICO. DON PINO RABITO, ANDREA RAPIARDI
I VISITATORI
PIETRAPERZIA. La sezione dell’Archeoclub in collaborazione con la parrocchia Matrice  in occasione della manifestazione “Chiese aperte”, ha organizzato per i giorni dal 24, 25 e 26 maggio nell’antica sagrestia della Chiesa Madre, una mostra di ori, argenti e tessuti antichi e preziosi.
La mostra intende far conoscere parte del patrimonio artistico del paese, sconosciuto a gran parte dei pietrini.
Sono in mostra argenti ed ori che vanno dal 1400 al 1900 , pezzi pregiati di altissima qualità artistica, manufatti argentei appartenuti a mons. Ludovico Ideo vescovo di Lipari del quale portano inciso lo stemma vescovile, pissidi di varie epoche, un secchiello con lo stemma dei Branciforte, ed altri notevoli pezzi di argenteria  artistica.
Una piccola statua dell’Immacolata in ceroplastica ottocentesca, due piccole statue in legno policromo del Cristo risorto di notevole grazia cinquecentesche, alcuni  Crocifissi che spaziano dall’avorio al legno ed infine alla cartapesta di varie epoche , ed una piccola campana superstite della vecchia Chiesa madre.
Completa la mostra una sfilata di paramenti antichi, splendidi per i tessuti,  che vanno dal damascato di seta al broccato, con inserti in oro ed argento che dopo secoli ci stupiscono ancora con i loro colori e la loro bellezza.
La mostra permette anche di ammirare i quadri dei parroci della Chiesa madre e quindi di conoscere i volti di chi ha fatto parte della storia della comunità.
“Grazie alla fattiva collaborazione del parroco Giuseppe Rabita – dichiara il presidente Andrea Rapisardi -  ed al lavoro dei soci dell’Archeoclub  Gianluca Amico e Gianluca Miccichè , è stato possibile realizzare la mostra e dare un ulteriore piccolo contributo alla conoscenza e cultura locale”.
       Giuseppe Carà

TURNEE PER L'ITALIa DI ANGELO MADDALENA


Chiusa la tournée ecologista di Angelo Maddalena: un mese di spettacoli in bicicletta per Marco Camenisch
 
PIETRAPERZIA. La tournée ecologista di Angelo Maddalena si struttura nel seguente modo: da Pietraperzia a Lugano passando per Tarquinia, Firenze, Bologna, Milano,  Torino, Pavia,  Casal Monferrato, Milano, La Spezia, Sestri Levante, Genova e Torino. “Un pellegrinaggio artistico politico-poetico”. Così preferisce chiamarla Angelo Maddalena questa sua “fatica” di viaggio in bicicletta associato al lavoro di attore e produttore, scrittore e regista. E in questo itinerario  ha utilizzato la bicicletta come mezzo di trasporto con appoggio al treno e alla nave per i tragitti da Palermo a Civitavecchia e da Tarquinia a Firenze e poi fino a Milano.

       “Ho fatto questa scelta – afferma Angelo Maddalena -  per Marco Camenisch perché ha speso la vita per l’ecologia arrivando a conseguenze gravi da cui mi dissocio; io sono un pacifista; lui è sempre dentro quelle mura e quelle sbarre, come tanti elementi naturali imprigionati e avvelenati dalla civiltà. Sono passato da Tarquinia dove ho incontrato un amico che lotta contro le centrali a carbone e mi ha raccontato delle lotte contro la centrale nucleare che è stata costruita vicino Tarquinia ma che non ha mai funzionato per via del referendum che nel 1986 ha abolito il nucleare in Italia. Sono passato da Casal Monferrato dove l’Eternit ha mietuto vittime e anche lì mi hanno raccontato delle lotte popolari di vent’anni fa e di quelle recenti”.

        “In tutte le città dove sono stato – continua Angelo - ho ricevuto accoglienza e calore umano e valorizzazione delle mie narrazioni teatrali. La città dove tutto ciò si è fuso in modo completo è stata La Spezia, dove mi ha organizzato due spettacoli più una pedalata lungo i sentieri della centrale a carbone dell’ENEL e dei suoi danni al territorio. Mi hanno video filmato e messo subito su youtube e fatto un intervista e molte foto, quindi documentazione, sensibilizzazione e accoglienza.  L’unico dolore in questa vicenda è quello di sapere Marco ancora in carcere dopo più di vent’anni”.

Giuseppe Carà

DECIMA DONAZIONE ALL'AVIS DEL 2013


Munifica donazione all’Avis


 IL PRESIDENTE AVIS LUIGI SARDO

 PIETRAPERZIA. Munifica donazione all’Avis. Sono 41 le sacche di sangue prelevati ai donatori. Quella di sabato mattina è la decima di questo anno e sono in tutto fatti 273 prelievi. L’anno scorso che fu quello clou le donazioni furono 677; dalla fondazione dell’Avis ad oggi in tutto le donazioni sono  7823.
       I medici impegnati per i prelievi sono Sara Colletta, Enzo Di Marca, Carmela Romana  ed Antonio Viola, che coordina il team. L’infermiere professionale dalla fondazione è stato sempre Nino Ciulla, che collabora con tutti i suoi familiari; infatti la moglie Lucia Di Forte è addetto al rilievo pressorio.  Sono di appoggio alla donazione Enzo Amico, Enzo Bongiovanni,  Salvatore Bongiovanni, Manuel Carciofolo, Nadia Ciulla, Calogero Emma, Liborio Miccichè.
       Gli animatori pilastri dell’Avis sono  il presidente Luigi Sardo e l’amministratore delegato Pino Bongiovanni. Il presidente Luigi Sardo guida l’Avis sin dalla fondazione nel 1991 portando la  sezione al primato in Sicilia. I soci dell’Avis sono 441 e sono impegnati in molte iniziative filantropiche: l’Avis al riguardo è la prima a Pietraperzia.
       L’ultima campagna contro l’AIDS è stata curata da loro a conto de “Associazione Nazionale,  per la Lotta contro l’AIDS”  piazzando un elevato numero di Bonsai. A fine maggio vi sarà la pedalata ecologico alla Madonna della Cava. Inoltre nelle scuole viene fatta opera di senilizzazione; giorno addietro è stato tenuto un corso ai giovani che frequentano le suore salesiane.  
Nel mondo dell’assistenza si dà sostegno agli indigenti che sono vorticosamente in aumento.

Giuseppe Carà

domenica 26 maggio 2013

Angelus. Domenica 26 maggio 2013 DI PAPA FRANCESCO



I MAFIOSI SI CONVERTANO A DIO, NON POSSONO RENDERE SCHIAVI DONNE E BAMBINI

“I mafiosi e le mafiose si convertano a Dio”. Questa preghiera di Papa Francesco, salutata da salve di applausi, ha caratterizzato l’Angelus di questa mattina in Piazza San Pietro. Ricordando la Beatificazione, avvenuta ieri, di don Pino Puglisi, il Papa ha stigmatizzato lo sfruttamento delle mafie ai danni di milioni di vittime, esclamando: “Non possono fare di noi fratelli schiavi”. 

Sullo sfondo non si staglia la Valle dei Templi di Agrigento ma le architetture vaticane, eppure 20 anni sembrano cancellati d’un colpo quando, con voce forse meno tonante ma non meno addolorata, Papa Francesco riecheggia le storiche parole di Giovanni Paolo II nel 1993. Ma prima di approdare all’analogo auspicio di conversione, la denuncia di Papa Francesco si allarga a tutti quei contesti dove il crimine la fa da padrone con soprusi e violenze:

“Io penso a tanti dolori di uomini e donne, anche di bambini, che sono sfruttati da tante mafie, che li sfruttano facendo fare loro un lavoro che li rende schiavi, con la prostituzione, con tante pressioni sociali. Dietro a questi sfruttamenti, dietro a queste schiavitù, ci sono mafie. Preghiamo il Signore perché converta il cuore di queste persone. Non possono fare questo. Non possono fare di noi fratelli schiavi! Dobbiamo pregare il Signore! Preghiamo perché questi mafiosi e queste mafiose si convertano a Dio”.

A innescare questo crescendo spontaneo è stato pochi istanti prima, appena dopo la preghiera dell’Angelus, il ricordo di don Pino Puglisi, beatificato ieri in quella Palermo nella quale il 15 settembre di 20 anni fa la mafia lo assassinò. Un uomo, afferma il Papa, la cui vita e la cui morte sono ancora oggi un monito per chi pensava di strappare con lui anche ciò che aveva seminato: 

“Don Puglisi è stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo li sottraeva alla malavita, e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà, però, è lui che ha vinto, con Cristo Risorto”.

Gli applausi della folla, enorme anche questa domenica, sono una scia sonora che prolunga l’eco delle parole del Pontefice nel Colonnato della Piazza. Ma lo stile comunicativo del Papa ha nel frattempo regalato altri efficaci spunti di riflessione, più eminentemente spirituali. Parlando della Trinità, come due ore prima con i bambini di una parrocchia romana – e affermando come questo mistero significhi qualcosa di concreto e non che Dio sia “qualcosa di vago” – Papa Francesco ritrova una espressione che da qualche settimana ha fatto il giro del mondo:

“Il nostro Dio non è un Dio spray, è concreto, non è un astratto, ma ha un nome: ‘Dio è amore’. Non è un amore sentimentale, emotivo, ma l’amore del Padre che è all’origine di ogni vita, l’amore del Figlio che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito che rinnova l’uomo e il mondo. Pensare che Dio è amore ci fa tanto bene, perché ci insegna ad amare, a donarci agli altri come Gesù si è donato a noi, e cammina con noi”. 

E per rafforzare il concetto di un amore che non è mai volato alto sul destino dell’umanità, ma al contrario si è strettamente intrecciato con le vicende della storia di ogni epoca, Papa Francesco prosegue:

“La Santissima Trinità non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato, non dall’alto di una cattedra, ma camminando con l’umanità (...) Dio ha camminato con il suo popolo nella storia del popolo d’Israele e Gesù ha camminato sempre con noi e ci ha promesso lo Spirito Santo che è fuoco, che ci insegna tutto quello che noi non sappiamo, che dentro di noi ci guida, ci dà delle buone idee e delle buone ispirazioni.

La considerazione finale è per Maria, colei – afferma Papa Francesco – che grazie a Cristo “è già nella gloria della Trinità” e, allo stesso tempo, una Madre vicinissima ai suoi figli:

“E’ la Madre della speranza, nel nostro cammino, nella nostra strada, Lei è la Madre della speranza. E’ la Madre anche che ci consola, a Madre della consolazione e la Madre che ci accompagna nel cammino. Adesso preghiamo la Madonna tutti insieme, a nostra Madre che ci accompagna nel cammino”.

Al termine della recita dell’Angelus, dopo aver affidato all’intercessione del Beato Puglisi – e di San Filippo Neri, altro grande formatore dei giovani che la Chiesa celebra il 26 maggio – il lavoro dell’“Associazione Nazionale San Paolo degli Oratori e dei Circoli Giovanili”, e ancora aver salutato l’Associazione italiana sclerosi multipla, Papa Francesco ha riservato attenzione particolare a uno tra i molti gruppi presenti in Piazza San Pietro:

“Saluto il gruppo di cattolici cinesi qui presenti, che si sono riuniti a Roma per pregare per la Chiesa in Cina, invocando l’intercessione di Maria Ausiliatrice”.
  del sito Radio Vaticana

sabato 25 maggio 2013

Messaggio della Madonna di Medjugorje



Messaggio del 25 maggio 2013


"Cari figli! Oggi vi invito ad essere forti e decisi nella fede e nella preghiera affinché le vostre preghiere siano tanto forti da aprire il cuore del mio amato Figlio Gesù. Pregate figlioli, senza sosta affinché il vostro cuore si apra all'amore di Dio. Io sono con voi, intercedo per tutti voi e prego per la vostra conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

da Info da Medjugorje