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domenica 10 novembre 2019

PIETRAPERZIA. Riaperta al culto, dopo 5 anni dalla sua chiusura, la cappella dell’istituto delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice di viale Marconi.


PIETRAPERZIA. Riaperta al culto, dopo 5 anni dalla sua chiusura, la cappella dell’istituto delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice di viale Marconi.
 PIETRAPERZIA. Una solenne celebrazione eucaristica si è svolta nel tempio affollato all’inverosimile. La messa presieduta da monsignor Rosario Gisana, vescovo della diocesi di Piazza Armerina, e concelebrata dal clero di Pietraperzia oltre ai due salesiani don Aurelio Di Quattro e don Enzo Pisano. Quest’ultimo è di Pietraperzia ma presta la sua attività a Messina. In chiesa e in prima fila il sindaco Antonio Bevilacqua in fascia tricolore e i comandanti dei carabinieri di Pietraperzia e di Polizia Locale maresciallo Giuseppe Geraci e Maggiore Giovanna Di Gregorio.  A fare gli onori di casa suor Gisella Aliotta, direttrice dell’istituto di Pietraperzia. Tra i presenti anche l’ispettrice salesiana suor Maria Pisciotta e i progettisti del restauro della cappella, l’ingegnere Francesca Calì e l’architetto Giuseppe Paolino oltre all’impresario edile Filippo Messina che ha eseguito i lavori. Ad animare la celebrazione eucaristica il coro interparrocchiale. Suor Gisella Aliotta, ad apertura delle celebrazioni, ha detto: “È con grande emozione  e profonda gratitudine ritrovarci, dopo cinque anni, attorno a questo altare che oggi  risplende più di prima. Gesù riapre il suo tempio per accogliere i fanciulli, i giovani, le famiglie e quanti, seguendo il carisma di Don Bosco, sono aperti ad ideali di santità”. “Quella di oggi – ha continuato suor Gisella – è una festa di famiglia, ma, soprattutto, una festa del Signore; è Lui che ha piantato la sua tenda fra noi, è lui che da qui ci parla e presiede la comunità raccolta in preghiera”. “Vogliamo partecipare a questa Eucaristica – ha concluso suor Gisella Aliotta – col vivo desiderio di esprimere nella vita l’Amore di Dio Padre, la tenerezza della Vergine Ausiliatrice e dei nostri Santi, mentre, con il cuore riconoscente, imploriamo dal Cielo abbondanti benedizioni su tutti noi e su quanti hanno contribuito generosamente al restauro di questa chiesa”. Il vescovo all’omelia ha detto: “Viviamo intensamente questo momento così importante per le suore Figlie di Maria Ausiliatrice e per l’intera città. Che senso ha  – ha continuato il presule – spendere tanti soldi per restaurare il tempio se l’uomo e la donna non riescono a comporre una famiglia e se non testimoniano la presenza di Nostro Signore? La Chiesa non è solo uno spazio fisico ma tante persone che sentono la voce di Dio e stanno assieme a parlare del Signore. Tutti abbiamo, come humus, la chiamata del Signore. Questa chiamata fa percepire il senso della nostra vita”. Monsignor Rosario Gisana ha continuato: “Ricordiamoci di fare l’esperienza della Chiesa come spazio esistenziale. In questi spazio fisico condividiamo la presenza del Signore e il dono dello Spirito Santo”. Il vescovo della diocesi armerina ha concluso: “Lasciamo fluire l’acqua abbondante dello Spirito Santo che ci fa vivere una vita pacificata. Il tempio è ognuno di noi quando ci abbracciamo e onoriamo il Signore”. I lettori della preghiera dei fedeli: il sindaco Antonio Bevilacqua, suor Franca Schilirò, Pino Amico, Erica Di Natale, Pina Attanasio, Maria Imprescia.  All’offertorio il pane portato all’altare da suor Maria Pisciotta, il vino da suor Gisella Aliotta, l’acqua da Simone Falzone, i fiori da Selenia Inserra e la cesta da due ragazzi di colore della Comunità “Don Bosco 2000”. Suor Maria Pisciotta, al termine della messa, ha detto: “Io penso a Don Bosco che aveva sempre fiducia nella Provvidenza. Ringraziamo Dio che ci dà tante benedizioni oltre a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco”. Suor  Gisella Aliotta, nel suo discorso finale, ha ringraziato il vescovo, i sacerdoti, le autorità tra cui il sindaco, la giunta municipale oltre ai comandanti dei carabinieri e della Polizia Locale e l’ispettrice delle suore salesiane. Suor Gisella ha poi ringraziato “i benefattori che hanno permesso il restauro di questa chiesa e, in particolare, le sorelle Rosaria e Liboria Guarnaccia”. Suor Gisella ha poi ringraziato l’architetto Giuseppe Paolino  e l’ingegnere Francesca Calì “per avere curato e ideato il progetto di restauro della chiesa”. Ha ringraziato poi l’impresa di Filippo Messina che ha realizzato i lavori di consolidamento, Daniele che ha curato le pitture e Nicolò Speciale per i dipinti presenti nel soffitto oltre a Michele Vitale per avere realizzato i portoni. Un grazie è stato da lei rivolto anche alle cooperatrici e alle ex allieve e alle varie associazioni presenti. Suor Gisella ha ringraziato pure il coro che ha allietato la celebrazione eucaristica e “coloro che si sono prodigati nella riuscita di questa festa”.  Al termine della messa, l’ingegnere Francesca Calì e l’architetto Giuseppe Paolino hanno illustrato, con numerose slide, i lavori del prima e del dopo il restauro.