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sabato 23 aprile 2011

ESTEMPORANEA DI PITTURA SULL'UNITA' D'ITALIA

 Estemporanea di pittura
 sul 150° dell’Unità di Italia


Giuseppe e Salvatore Raia PIETRAPERZIA. Nel contesto delle manifestazioni per l’Unità d’Italia, che in paese è stato solennizzato con molto decoro, ha avuto eco una estemporaneo di pittura relativa al tema dell’Unità. Il concorso è stato sponsorizzato dall’amministrazione comunale del sindaco Enzo Emma. Gli artisti partecipanti dovevano mettere su tela uno scorcio delle vie riferite al grande evento di “Italia Una”. 
Per otto ore gli artisti sono stati impegnati nel lavoro di pittura: Giuseppe e Salvatore Raia, Carlo D’Amico, Caterina Giarrizzo, Danilo Cantaro e Debora Pititto.

Le strade attenzionate sono: Garibaldi, Vittorio Emanuele, Piazza della Repubblica, Corso Italia, Rosolino Pilo, Francesco Crispi, Messina e Torino.

“In questo evento delle celebrazioni – dichiara il sindaco Enzo Emma - è stata coinvolta tutta la comunità locale, le istituzioni e le realtà religiose e sociali. La giunta comunale ha titolato un grandioso viale all’Unità d’Italia, che prima prendeva nome Viale dei Pini, e poi è stata allestita una mostra con questa tematica. Le opere dipinte nell’estemporanea saranno esposte in anonimato e giorno trenta a chiusura di tutte le manifestazioni vi saranno le premiazioni celebrative. Un grande onore per il paese è stato avere in questo evento la presenza del prefetto di Enna Giuliana Perrotta ed il vescovo Michele Pennisi”.
“Hanno dato segni di elevati sensibilità – continua il primo cittadino – gli alunni dell’istituto comprensivo “Vincenzo Guarnaccia” che per la manifestazione solenne hanno preparato degli inni storici; siamo grati a quanto ha fatto il preside Arcangelo Amorose che ha sensibilizzato la scuola con tante iniziativa. Con orgoglio possiamo affermare che il nostro comune e stato tra i poche della provincia di Enna che si è organizzato per un evento storico e culturale di grande portata”

Don Pino Carà





Alcune Tele

CONSIGLIO COMUNALE CON VARIANTE OPERE PUBBLICHE 20 APRILE 2011

 Consiglio Comunale di Spessore

ROSA MARIA GIUSA
 PRESIDFENTE DEL CONSIGLIO
IL PRIMO CITTADINO
 VINCENZO EMMA
SINDACO DECISIONISTA

PIETRAPERZIA. Consiglio comunale di spessore. Trinomio amministrativo: cittadella dello sport, progetti di partenariato con l’associazione “Luciano Lama”, discussione semestrale della relazione del sindaco. In un clima pasquale di collaborazione tra maggioranza e minoranza sono stati approvati tutti i punti all’ordine del giorno. La minoranza ancora una volta ha ribadito che la loro opposizione è costruttiva e promozionale. Per l’amministrazione comunale presenti il sindaco Vincenzo Emma e l’assessore Giuseppe Paolo Di Marca. Tra i quindici consiglieri assente solamente Salvatore Messina.

Il consiglio comunale ha approvato la variante al piano triennale delle opere pubbliche per inserire la realizzazione di una cittadella dello sport da essere finanziata dall’Unione Europea a costo zero per il comune. Sarà realizzato un campo di calcetto, uno di tennis ed altri impianti di appoggio; il tutto per 300 mila euro; l’amministrazione ha reso noto che si ha un finanziamento del Coni di un milione e mezzo di Euro per il completamento del nuovo campo sportivo che già è stato messo a disposizione per le due società di calcio di terza categoria: Comunità Frontiera ed Eureka.

Il presidente dell’associazione “Luciano Lama” Giuseppe Castellano ha illustrato quattro progetti da essere finanziati dalla Regione per la costruzione di quattro strutture in Bosnia a favore di ragazzi orfani ed indigenti.

Molto veloce si è andati sulla relazione trimestrale del sindaco, che la legge prevede annuale e che il sindaco Emma ha presentato per eccesso di zelo. Una riflessione è stata fatta sulla delibera del consiglio comunale che prevedeva l’immissione in ruolo di 26 articolisti. Illuminante è stata le deduzioni date dal segretario comunale Eugenio Alessi e che ha visto la volontà di tutti i consiglieri di voler immettere in ruolo questi precari da circa 15 anni.

Il consiglio si è chiuso con gli auguri pasquali da parte del sindaco Emma e dalla presidente del consiglio Rasa Maria Giusa, che anche in questo assisi ha dimostrato di aver condotto i lavori con una gestione illuminata e serena.

Don Pino Carà

VISITA AI SEPOLCRI 21 Aprile 2011

Visita ai sepolcri

CONFRATERNITA
 DEL PREZIOSISSOMO SANGUE



PIETRAPERZIA. Elemento forte del triduo pasquale è la visita ai sepolcri; con questo s’intende l’altare dove viene risposto il Santissimo dopo la messa in “Coena Domini”. La cerimonia presuppone la celebrazione della messa della cena del Signore ed è stata celebrata in tutte le chiese del paese. Si ricorda in modo particolare l’Istituzione dell’Eucaristia, del Sacerdozio Cattolico e del Comandamento dell’Amore. In tutte le chiese è stato addobbato un altare con particolare finezza e con simboli eucaristici. Dopo la messa con il canto “Adoriamo il Sacramento” la pisside con le ostie è stata riposta nell’altare della “Cena”. Subito dopo l’assemblea si è sciolta e sono iniziate le “Visite ai Sepolcri”. Tutta la gente del paese ha visitato le chiese addobbate ed ha pregato Gesù Eucaristia per i bisogni materiali e spirituali della propria famiglia.

Le confraternite del Preziosissimo Sangue con il governatore Michele Corvo, dell’Addolorata con la governatrice Rocchina Scalieri e di Maria Santissima del Soccorso di Giuseppe Maddalena, indossando le loro tipiche divise, accompagnati dalla bande musicali e da un presbitero hanno visitato le chiese dove hanno sostato in preghiera.

Alle ore 22,30 in tutte le chiese è stata fatta un’ora di adorazione comunitaria a cui hanno partecipato molti giovani, che hanno animato la liturgia.

E’ risultata molto efficace in tutte le chiese la lavanda dei piedi a dodici ragazzi, per ricordare il gesto del Cristo fatto nell’ultima cena agli apostoli.

Un ruolo di particolare incisività hanno avuto le bande musicali, che con le loro marce dolenti hanno infuso un senso di mestizia, facendo ricordare il grande atto di amore del Cristo Salvatore.

Don Pino Carà

venerdì 22 aprile 2011

MOSTRA DI CERAMICA A COMINITA' FRONTIERA

 Mostra di ceramica di Comunità Frontiera


Stazione della Via Crucis

Souvenir

PIETRAPERZIA. Nella chiesa del Rosario, centro di mecenatismo di iniziative polivalenti, è stata inaugurata la mostra di ceramica de “La Settimana Santa” i cui protagonisti sono i giovani e gli adolescenti di “Comunità Frontiera”, sotto la guida del maestro Vincenzo Spampinato, che svolge azione di volontariato presso il Centro. Comunità Frontiera è un centro ricreativo e formativo che svolge anche azione di prevenzione contro le devianze giovanili: è un centro europeo d’avanguardia per le innovazioni pedagogiche nel campo giovanili. Vi è un pluralismo di iniziative che sono di supporto all’azione della scuola e della famiglia. Il Centro è titolato al professor “Lillo Zarba”, che fu responsabile del mondo giovanile della diocesi armerina e chiuse prematuramente la sua vita, lasciando un vuoto nel mando giovanile, che in lui faceva riferimento.

Responsabile istituzionalizzato del centro sono: Franca Sardegna, moglie di Lillo, Pino Pergola, Concetta Sardegna, Angelo Di Gregorio, Giusy e Concetta Monteforte, Concetta Vinci, Lucia Monteforte, Padre Giuseppe De Stefano dei francescani di Assisi fondatore della comunità. In atto è in costruzione avanzata “una cittadella dei ragazzi” a Mola di Bari ed è volontario di sostegno in questa realtà Alessandro Amata.

La mastra di ceramica dimostra una qualità elevata di lavorazione e le realizzazioni più appariscenti sono le 15 stazioni della Via Crucis e souvenir assortiti.

I giovani che hanno realizzato la qualificata esposizione sono: Rosy Ferro, Giuliana Di Blasi, Giuseppe Giuliano, Sabrina Carciofolo, Dorotea Rizzo, Giusy Russo, Rocco Siciliano, Vincenzo Mancuso, Santina Messina, Andrea Sanguedolce, Valentina Tamburello, Angela Russo, Giulia Vinci, Heleina Biondo, Sara Toscano, Nadia Ciulla, Tanina Tortorici, Ausilia Vitale, Melina Falzone e Gianluca Amico.

Ha inaugurato la mostra il sindaco Vincenzo Emma, che ha messo a disposizione i forni che il comune comprò in passato per esperienze didattiche alla scuola media che già aveva avviato un cammino per la lavorazione della ceramica.

Don Pino Carà










MESSA DEL CRISMA 21 aprile 2011

Rinnovo promesse sacerdotali



PIAZZA ARMERINA. Nella basilica cattedrale il vescovo mons. Michele Pennisi ha presieduto il pontificale della messa crismale ed i cento sacerdoti presenti hanno rinnovato le promesse sacerdotali fatte in occasione della loro ordinazione. Hanno dato la presenza tutti i ragazzi della diocesi che quest’anno riceveranno il sacramento della cresima.

Monsignor Michele Pennisi nel corso del solenne rito ha benedetto gli oli dei catecumeni, degli infermi e il sacro crisma,

che verranno usati per i sacramenti della battesimo, della cresima e dell’ordine sacro e l’unzione degli Infermi.

Nell’omelia il vescovo Pennisi tra l’altro ha detto: “Invito a ricordare con me nella preghiera in modo particolare padre Carlos della Comunità dei Servi del Figlio di Dio che, colpito venerdì scorso da una emorragia celebrale, sta lottando tra la vita e la morte . Vi invito a ricordare nella preghiera anche i confratelli che per la malattia non possono, pur desiderandolo, essere presenti oggi a questo momento di comunione, quelli che sono impegnati fuori diocesi, quelli che in questo anno ci hanno lasciato per tornare alla casa del Padre e quelli che stanno attraversato difficoltà e momenti di crisi.

Desidero porgere fervidi auguri accompagnati dal ricordo nelle preghiere ai confratelli che hanno celebrato o celebreranno i loro giubilei sacerdotali: 25 anni don Angelo Passaro e don Pasquale Buscemi e 50 don Pino Giuliana e padre Giovanni Salerno, che sono stato a trovare in Perù.

Un particolare saluto rivolgo ai cresimandi che saranno unti con il sacro crisma, per effondere il buon profumo di Gesù Cristo di cui sono chiamati a diventare testimoni gioiosi e coraggiosi.

Rivolgo un saluto ai membri dei consigli pastorali parrocchiali e di coordinamento cittadini con l’augurio che possono comunitariamente ed alacremente lavorare per indicare le scelte operative prioritarie per realizzare una Chiesa, ad immagine della SS. Trinità come comunione di persone impegnate a valorizzare il dono battesimale della relazione filiale e fraterna e a favorire sempre di più la corresponsabilità di tutti”.

Don Pino Carà

V IA CRUCIS DEL COLOSSEO

  Papa: Via Crucis, in ogni situazione, Dio è capace di donarci una vita nuova



Benedetto XVI ha preseduto il rito, celebrato anche quest’anno nella suggestiva cornice del Colosseo. Nei testi, scritti da una monaca, si è anche fatto memoria della persecuzione “contro i suoi servi e discepoli” e “nei confronti di Pietro”.

Roma (AsiaNews) – La croce ci invita a rinnovare la nostra vita, “in ogni situazione della nostra vita, della storia del mondo, Dio è capace di donarci una vita nuova” e “nella morte c’è il germe di una nuova speranza di vita”. E’ l’esortazione che Benedetto XVI ha rivolto ai cristiani questa sera, al termine del rito della Via Crucis, celebrato al Colosseo, davanti a forse 40mila persone.

Il Papa, che ha presieduto il rito, ha detto che “nella notte del silenzio”, nella notte della croce “che porta in sè il dolore dell’uomo rifiutato, oppresso, schiacciato”, “carico del dolore del male, del eccato dell’uomo”, “rimane davanti ai nostri occhi un crocifisso che sembra segnare la sconfitta definitiva di colui che aveva portato la luce, portato la forza del perdono, invitato a credre all’amore di Dio per ogni uomo”, un uomo “disprezzato”, “sta davanti a noi l’uomo dei dolori”, ma “contempliamolo con uno sguardo più profondo” non è la vittoria della morte, del peccato, del male, ma il segno luminoso dell’amore, “della vastità dell’amore di Dio”, che “si è abbassato fino a noi, fino a giungere nell’angolo più buio della nostra vita”.

“Fissiamo il nostro sguardo – l’invito finale di Benedetto XVI - su Gesù crocifisso: illumina il nostro cuore perchè possiamo seguirti sul cammino della croce, fa morie in noi l’uomo vecchio, legato al peccato, trasformaci in uomini nuovi traformati dal tuo amore”.

Fra i temi dei testi della celebrazione, c’è stato anche un riferimento alle persecuzioni contro i cristiani. Alla settima stazione, infatti, quando Gesù cade per la seconda volta, la riflessione è stata: “Sul legno della nostra salvezza gravano non solo le infermità della natura umana, ma anche le avversità dell’esistenza. Gesù ha portato il peso della persecuzione contro la Chiesa di ieri e di oggi, quella che uccide i cristiani in nome di un dio estraneo all’amore e quella che ne intacca la dignità con «labbra bugiarde e parole arroganti». Gesù ha portato il peso della persecuzione nei confronti di Pietro, quella contro la voce limpida della «verità che interroga e libera il cuore». Gesù con la sua Croce ha portato il peso della persecuzione contro i suoi servi e discepoli, contro coloro che rispondono con l’amore all’odio, con la mitezza alla violenza. Gesù con la sua Croce ha portato il peso dell’esasperato «amore di sé che giunge al disprezzo di Dio» e calpesta il fratello.

E un segno delle sofferenze è stato dato anche nella scelta dei portatori della croce, oltre al cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, a una famiglia romana, Armando e Anna Stridacchio con i 5 figli e adue monache agostiniane ci sono stati un malato sulla sedia a rotelle, accompagnato da un barelliere e una sorella assistente dell'Unitalsi, due frati della Custodia di Terra Santa, una famiglia dell'Etiopia, un frate francescano egiziano ed una ragazza egiziana., Samira Sidaros. .

I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest'anno sono stati composti da suor Maria Rita Piccione, dell'Ordine di Sant'Agostino, del Monastero dei Santi Quattro Coronati in Roma. E’ la terza volte che una donna ha scritto i testi delle meditazioni lette durante la Via Crucis presieduta dal Papa. La prima fu, nel 1993, madre Anna Maria Canopi, badessa benedettina, a redigere i testi delle meditazioni e delle preghiere. Seguiranno nel 1995 la monaca protestante Minke de Vries.

mercoledì 20 aprile 2011

IN RACCOGLIMENTO AL TRIDUO PASQUALE


Prepariamoci al Triduo Pasquale

CRISTO RISORTO


Venerdì Santo a Pietraperzia
Lu Signuri di li Fasci

Se seguiamo Gesù non ci perderemo,
 perché anche noi
 come Giuda siamo discepoli a rischio.

 Amatissimi, il cuore di tutto l'anno liturgico è rappresentato dal Triduo Pasquale che ha inizio con i Vespri di Giovedì Santo e si conclude con i Vespri del giorno di Pasqua. Esso costituisce l'unica celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo, ripartito nei tre giorni di Venerdì Santo, Sabato Santo e Domenica di Risurrezione; i Vespri del Giovedì Santo possono essere considerati i Primi Vespri di questa Solennità. Caratteristica di questa liturgia; infatti la Messa in Coena Domini non termina con il saluto finale "Andate in Pace", bensì in silenzio; l'azione liturgica del Venerdì non comincia con l'usuale saluto e con il Segno della Croce e termina anch'esso senza saluto, in silenzio; infine la solenne Veglia comincia in silenzio e termina finalmente con il saluto finale. Il Triduo Pasquale costituisce pertanto un'unica solennità, la più importante di tutto l'anno liturgico; dal Gloria della Messa del Giovedì a quello della Veglia le campane devono stare in liturgico silenzio fino alla Veglia di Pasqua. Nei giorni del Triduo la Chiesa Cattolica invita i suoi fedeli a soddisfare i precetti generali di confessare i propri peccati almeno una volta all'anno e di ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua. Infine il Venerdì Santo è richiesto a tutti i fedeli tra i 18 e i 60 anni il digiuno. Anche noi siamo "discepoli a rischio", perché se siamo lontani dall'amore di Dio rischiamo di perderci nella notte dei tempi. Certo nessuno è senza peccato,è importante che crediamo fermamente alla misericordia di Dio, sempre, specialmente quando ci sentiamo lontani dal suo amore, sbandati, traditori. Ave Maria!

Maria Maistrini
Coordinatrice Casismatica
del Gruppo di Preghiera
"Pregate con me"

domenica 17 aprile 2011

BROCHURE SU LU SIGNORI DI LI FASCI

Pubblicata dal comune
una Brochure
 su “Lu Signuri di Li Fasci”.


LU SIGNURI DI LI FASCI

PIETRAPERZIA. “L’amministrazione comunale - dichiara il sindaco Enzo Emma – per celebrare in modo più degno il Venerdì Santo ha fatto stampare una brochure su “Lu Signuri di li fasci” accogliendo l’invito della confraternita Maria Santissima del Soccorso, che cura il solenne evento di portata mondiale e che noi quest’anno trasmetteremo in diretta televisiva dalla venti alle ventiquattro, con un sistema satellitare e quindi sarà vista in tutto il mondo. Con regolare gare d’appalto sono state prodotte diecimila copie. Per la giornata della processione avremo migliaia di presenze per la singolarità dell’atto religioso vengono cittadini da tutto il mondo”.

“La brochure – continua l’illuminato sindaco – è alto talento artistico ed in un prosieguo di tempo abbiamo migliorato la qualità. Ogni anno questa preziosità ci viene richiesta e in tanti ne prendono più copie da portare ai parenti lontani. La brochure è formata, come da tradizione, da otto facciate. L’aspetto storico è stato curato dal governatore Giuseppe Maddalena e presenta l’evolversi della processione nel suo divenire storico. Vi sono ventidue foto sugli aspetti ed i momenti più toccanti di tutta la processione. Sono stati inserite alcune indicazioni utili per il visitatore esterno per trovare una decorosa logistica”.

“La nostra processione – conclude il cardiologo Enzo Emma - è stata iscritta nel registro regionale “Eredità Immateriali”, capolavori della tradizione, della Regione Siciliana”.

La processione di Lu Signuri di li fasci viene gestita dalla confraternita Maria Santissima del Soccorso. Ha 84confrati e vanta un ‘origine antichissima. Il giorno del Venerdì Santo alle ore 15 viene sceso dalla nicchie il miracoloso crocifisso ed in precessione viene portato in chiesa madre dove il parroco Giuseppe Rabita svolge la funzione dell’adorazione solenne della Croce. Le origini della confraternita sono molto antiche; infatti, verso la metà del quattordicesimo secolo, a Palermo per opera degli Agostiniani, sorse la devozione alla Madonna del Soccorso. Un gruppo d’Agostiniani, che nel frattempo si erano stabiliti a Pietraperzia, edificarono una Chiesa con l'annesso convento e la dedicarono alla Madonna del Soccorso. In seno a questa comunità monastica nacque e si accrebbe la confraternita sotto il titolo della Madonna del soccorso. Nel corso dei secoli a lei si aggregò la confraternita degli agonizzanti, e così si ebbe l'unione dei due titoli. Scopo principale della confraternita era di portare aiuto ai bisognosi, di confortare i moribondi e di accompagnarli nel loro ultimo viaggio terreno ed infine di seppellirli.

Era appannaggio del Governatore della confraternita liberare un condannato a morte nei giorni della Settimana Santa.

La confraternita, nata come comunità di mutuo soccorso, con l'evolversi dei secoli non ha perso gli scopi originali. Nel dopo guerra curò la "ruota", dove erano lasciati i bambini abbandonati ed inoltre partecipò con il 50% del capitale alla fondazione dell'ospedale.

Don Pino Carà

SARANNO ABBATTUTI DIECI PINI

Saranno abbattuti dieci pini
VIALE DELL'UNITA'  D'ITALIA
IL PRIMO CITTADINO
 ENZO EMMA

PIETRAPERZIA. “In settima - dichiara il sindaco Enzo Emma -saranno abbattuti i dieci pini dei circa sessanta che abbiamo nella zona del “Viale del’Unità d’Italia” (ex Viale dei Pini). Questi pini saranno abbattuti perché recano nocumento a private abitazioni ed i legittimi proprietari ci hanno citato in giudizio per risarcimento danni. Inoltre abbiamo avviato in detto viale un cantiere di lavoro finanziato dalla Regione il cui importo è di 115 mila euro. Durante i lavori del cantiere vogliamo mettere alberi sostituitivi che sia innocui alle abitazioni. Abbiamo studiato di sostituire il “Pino” con “Albero di Glicine” che è ornamentale ed anche sprigiona un dolce profumo”.

“Il viale è stato titolato all’Unità d’ Italia – continua il sindaco perché per la nostra comunità l’evento del 150° non è passato in silenzio, ma abbiamo sostenuto tante iniziative che hanno dato lustro alla ricorrenza con la presenza della massime autorità della provincia, sua eccellenza il prefetto Giuliana Perrotta ed il vescovo mons. Michele Pennisi”.

“Inoltre nel nostro paese - conclude il sindaco Enzo Emma – durante la ritira dei Borboni abbiamo avuto cinque vittime; eroi che stavano issando il vessillo del tricolore nel torrione del castello. Da eroi morirono fucilati: Salvatore Guarnaccia, Rosario Culmone, Leonardo Fiore, Luigi Miccichè e Vincenzo Viola”.

Il viale dell’Unità di Italia è un punto aggregante della vita antropogica del paese; infatti ivi si tiene il mercato settimanale del martedì, la fiera del Rosario e quella di San Rocco. Inoltre tutte le manifestini hanno il raduno nel viale dell’Unità d’Italia: quella dei carretti siciliani, quelle della sfilata ippica ed altre.

Sull’abbattimento dei pini si sono creati molte polemiche. In modo particolare in consiglio comunale si sono opposti all’abbattimento i quattro consiglieri palasciniani: Enza Di Gloria, Franco Di Calogero, Antonino Di Gregorio e Salvatore Tomasella. Anche la polemica sui pini è un segno grave all’oscurantismo culturale che si è abbattuto sul paese, in cui le inutili e sterile polemiche fanno parte del vissuto quotidiano.

Don Pino Carà

sabato 16 aprile 2011

AUGURI PER IL 84° GENETLICO DEL PAPA

Il nostro blog porge
 a Sua Santità il PapaBenedetto XVI
 gli auguri più affettuosi e profondi per l'84° compleanno.
ad multos annos, Sancte Pater!

PREGHIERA PER IL PAPA

O Gesù, Re e Signore della Chiesa, rivolgo alla tua presenza la mia adesione incondizionata al tuo Vicario in terra, il Papa.
 In lui ci hai voluto mostrare il cammino sicuro e certo che dobbiamo seguire in mezzo al disorientamento, all' inquietudine e allo sgomento.
Credo fermamente che per mezzo suo
 tu ci governi, istruisci e santifichi, e sotto il suo vincastro formiamo la vera Chiesa: una, santa, cattolica ed apostolica.
Concedici la grazia di amare, di vivere e di diffondere come figli fedeli i suoi insegnamenti. Custodisci la sua vita, illumina la sua intelligenza, fortifica il suo spirito, difendilo dalle calunnie e dalla malvagità.
 Placa i venti erosivi dell' infedeltà e della disobbedienza, e concedici che, attorno a lui, la tua Chiesa si conservi unita, ferma nel credere e nell'operare e sia così lo strumento della tua redenzione.
 Amen.



venerdì 15 aprile 2011

SAN GIROLAMO PRIMO TRADUTTORE DELLA BIBBIA DAL GRECO E DALL'EBRAICO AL LATINO

SANTO NELLA PAROLA DI DIO


SAN GIROLAMO IN DIALOGO CON DIO

Vita di San Girolamo


Sofronio Eusebio Girolamo, noto come san Girolamo, san Gerolamo o san Geronimo (Stridone, 347 – Betlemme, 30 settembre 419/420), è venerato dai cattolici come santo nonché padre e dottore della Chiesa. Fu il primo traduttore della Bibbia dal greco e dall'ebraico al latino.
Ben prima di diventare un sapiente e stimato esegeta, brillante consigliere di nobildonne dell'alta società romana, Girolamo aveva tentato un periodo di vita da eremita in una grotta del deserto di Giuda.

Con la presunzione tipica dell'età, il giovane Girolamo si era dedicato con ardore alle molteplici forme di ascesi allora in uso tra i monaci. Ma i risultati si facevano attendere: il tempo gli avrebbe fatto presto capire che la sua vera vocazione era altrove nella Chiesa e che il suo soggiorno tra i monaci della Palestina ne costituiva solo il preludio.

Tuttavia Girolamo doveva ancora imparare molte cose e intanto, da giovane novizio si trovava immerso nella disperazione: nonostante i suoi sforzi generosi, non riceveva alcuna risposta dal cielo.

Andava alla deriva, senza timone, in mezzo alle tempeste interiori, al punto che le vecchie tentazioni, già così familiari, non tardarono a rialzare la cresta. Girolamo era scoraggiato: cosa aveva fatto di male? Dov'era la causa di questo cortocircuito tra Dio e lui?

Come ristabilire il contatto con la grazia? Mentre Girolamo si arrovellava il cervello, notò all'improvviso un crocifisso che era comparso tra i rami secchi di un albero. Girolamo si gettò a terra e si percosse il petto con gesto solenne e vigoroso.

E' in questa posizione umile e supplicante che lo raffigura la maggior parte dei pittori.

Subito Gesù rompe il silenzio e si rivolge a Girolamo dall'alto della croce: «Girolamo - gli dice - cos'hai da darmi? Cosa riceverò da te?».

Girolamo non esita un attimo. Certo che aveva un sacco di cose da offrire a Gesù: «Naturalmente, Signore: i miei digiuni, la fame, la sete. Mangio solo al tramonto del sole!»

Di nuovo Gesù risponde: «Ottimo Girolamo, ti ringrazio. Lo so, hai fatto del tuo meglio. Ma hai ancora altro da darmi?» Girolamo ripensa a cosa potrebbe ancora offrire a Gesù.

Ecco allora le veglie, la lunga recita dei salmi, lo studio assiduo giorno e notte della Bibbia, il celibato nel quale si impegnava con più o meno successo, la mancanza di comodità, la povertà, gli imprevisti che si sforzava di accogliere senza brontolare e infine il caldo di giorno e il freddo di notte. Ad ogni offerta, Gesù si complimenta e lo ringrazia.

Lo sapeva da tempo: Girolamo ci tiene così tanto a fare del suo meglio! Ma ad ogni offerta, Gesù, con un sorriso astuto sulle labbra, lo incalza ancora e gli chiede: «Girolamo, hai qualcos'altro da darmi?»

Alla fine, dopo che Girolamo ha enumerato tutte le cose buone che ricorda e siccome Gesù gli pone per l'ennesima volta la stessa domanda, un po' scoraggiato e non sapendo più a che santo votarsi, finisce per balbettare: «Signore, ti ho dato già tutto, non mi resta davvero più niente!».

Allora un grande silenzio piomba nella grotta e fino alle estremità del deserto di Giuda; Gesù replica un'ultima volta: «Eppure Girolamo hai dimenticato una cosa: dammi anche i tuoi peccati affinché possa perdonarteli...».

Coordinamento
Gruppo
"Pregate con me"




MARIA UNA DONNA CHE AMA

La Vergine Maria è accanto a noi
Madre delle Grazie prega per noi 

Tra i santi eccelle Maria, Madre del Signore e specchio di ogni santità. Nel Vangelo di Luca la troviamo impegnata in un servizio di carità alla cugina Elisabetta, presso la quale resta « circa tre mesi » (1, 56) per assisterla nella fase terminale della gravidanza. « Magnificat anima mea Dominum », dice in occasione di questa visita - « L'anima mia rende grande il Signore » - (Lc 1, 46), ed esprime con ciò tutto il programma della sua vita: non mettere se stessa al centro, ma fare spazio a Dio incontrato sia nella preghiera che nel servizio al prossimo - solo allora il mondo diventa buono.
Benedetto XVI
« Deus Caritas Est » n°41
Per te, per la tua luce, per le tue preghiere, per la tua materna misericordia, libera il mondo dalle fitte tenebre che oggi lo invadono, o Maria, candelabro che splendi nei tuoi Santuari come luce di richiamo e di guida. In te, che ci hai dato il Redentore, è la nostra speranza; in te che ci ami come Madre è la nostra fiducia; in te che coi tuoi prodigi ci mostri lo splendore della luce divina e dissipi le tenebre dell’apostasia nella quale è caduto il mondo. Volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.



(Don Dolindo Ruotolo)

giovedì 14 aprile 2011

SARANNO ABBATTUTI DIECI PINI NEL VIALE "UNITA' D'ITALIA"

 Saranno abbattuti dieci pini.
VIALE DELL'UNITA' DI ITALIA
IL PRIMO CITTADINO

PIETRAPERZIA. “In settima - dichiara il sindaco Enzo Emma -saranno abbattuti i dieci pini dei circa sessanta che abbiamo nella zona del “Viale del’Unità d’Italia” (ex Viale dei Pini). Questi pini saranno abbattuti perché recano nocumento a private abitazioni ed i legittimi proprietari ci hanno citato in giudizio per risarcimento danni. Inoltre abbiamo avviato in detto viale un cantiere di lavoro finanziato dalla Regione il cui importo è di 115 mila euro. Durante i lavori del cantiere vogliamo mettere alberi sostituitivi che sia innocui alle abitazioni. Abbiamo studiato di sostituire il “Pino” con “Albero di Glicine” che è ornamentale ed anche sprigiona un dolce profumo”.
“Il viale è stato titolato all’Unità d’ Italia – continua il sindaco perché per la nostra comunità l’evento del 150° non è passato in silenzio, ma abbiamo sostenuto tante iniziative che hanno dato lustro alla ricorrenza con la presenza della massime autorità della provincia, sua eccellenza il prefetto Giuliana Perrotta ed il vescovo mons. Michele Pennisi”.
“Inoltre nel nostro paese - conclude il sindaco Enzo Emma – durante la ritira dei Borboni abbiamo avuto cinque vittime; eroi che stavano issando il vessillo del tricolore nel torrione del castello. Da eroi morirono fucilati: Salvatore Guarnaccia, Rosario Culmone, Leonardo Fiore, Luigi Miccichè e Vincenzo Viola”.
Il viale dell’Unità di Italia è un punto aggregante della vita antropogica del paese; infatti ivi si tiene il mercato settimanale del martedì, la fiera del Rosario e quella di San Rocco. Inoltre tutte le manifestini hanno il raduno nel viale dell’Unità d’Italia: quella dei carretti siciliani, quelle della sfilata ippica ed altre.
Sull’abbattimento dei pini si sono creati molte polemiche. In modo particolare in consiglio comunale si sono opposti all’abbattimento i quattro consiglieri palasciniani: Enza Di Gloria, Franco Di Calogero, Antino Di Gregorio e Salvatore Tomasella. Anche la polemica sui pini è un segno grave all’oscurantismo culturale che si è abbattuto sul paese, in cui le inutili e sterile polemiche fanno parte del vissuto quotidiano.

Don Pino Carà

mercoledì 13 aprile 2011

NELLA TRIBOLAZIONE LA FEDE E' LUCE

Una testimonianza
 di fede con la luce del Risorto



Maria Maistrini
Coordinatrice del gruppo
"PREGATE CON ME"


Il dolore è eterno ha una voce e non varia

Dalle note intime e personali

di Maria Maistrini

Nostra coordinatrice del gruppo

“Pregate con me”

Don Pino


MARIA E LA SUA FAMIGLIA


Senza la fede nelle tribolazioni della vita si rimane abbandonati

Maria afferma

Senza la fede, nelle tribolazioni della vita si rimane abbandonati, schiacciati e uccisi nel cuore da quella forza distruttrice e malefica che si chiama disperazione.


LA MIA STORIA

Era il 5 maggio 1999, un mercoledì qualunque, si mangiava, si beveva, si guardava la TV, si portavano i bimbi in palestra...

Ore 18,30 guardavo la TV con i miei figli, quando all’improvviso un giornalista interrompe le trasmissioni riportando una grave notizia di cronaca... "VORAGINE A MATERDEI, INGHIOTTITO E SPROFONDATO NELLE VISCERE DELLA TERRA A 40 METRI DI PROFONDITA' GIOVANE GEOMETRA".... Mamma!!!
Sento la voce di uno dei miei figli... "ma è la foto del mio papà"... disperazione, dolore, panico, angoscia.... Non poteva essere il mio sposo mi ripetevo era irreale... sembrava un film... psicologicamente, nel primo momento della tribolazione mi davo coraggio e lo trasmettevo anche ai miei figli... non volevo e non dovevo farmi vedere sopraffatta.
 Da principio la tribolazione non mi
penetrò subito nell'anima, ma la sfiorava come l'acqua che cadendo su di un panno resistente, vi passa sopra senza bagnarlo;
 in un secondo momento, per fenomeno di reazione, per la stanchezza che produce lo sforzo fatto nel darsi coraggio, per la riflessione che subentra alla sorpresa, il dolore penetra nell'anima gettandola nello sconforto e nell'avvilimento.
Fu allora che compresi che Gesù mi chiamava e mi sussurrava: "Cosa vuoi che io faccia?"... e così mi rivolse il Suo sguardo amoroso, ripetendo nella mia anima desolata e afflitta:
Che cosa vuoi che io ti faccia?...
Maria, io ti sono vicino,
alzo la croce con te e conto le tue lacrime
 e ti stringo al mio tenerissimo Cuore. Sento il tuo dolore e lo lenisco con l' amore...

In seguito Maria scrive

Mentre percorrevo un bosco di spine, ho incontrato Gesù. Vedere Gesù, conoscerlo, amarlo, essere benedetti da Lui, possederLo nella pienezza dell'amore, partecipare alla sua stessa ferita e palpitare dei suoi stessi palpiti. E quale bene potrà mai paragonarsi a questo sommo, immenso ed unico bene, che eccede in grandezza tutte le gioie del Cielo e della terra!... Si, Gesù mio, quanto sospiro di vederti, come anelo di possederti, da quanto tempo gemo senza di te invocando la dolcezza del tuo Volto!... Mostrati a quest'anima afflitta, dimmi che mi hai perdonata, dimmi che mi ami e che il mio affanno viene da te. Aiutami a camminare sulle orme di Francesco, fammi comprendere se è questa la mia via...guidata dalla Vergine Maria, con Francesco e Chiara, vengo incontro a te Gesù.


Redattore
Don Pino Carà





























martedì 12 aprile 2011

DEMOLIZIONE DEL PALAZZO DI BLASI IN CONTRADA SERRE NELLA ZONA DI MONSERRAT

mercoledì 16 febbraio 2011
Demolizione del Palazzo Di Blasi
 in contrada Serre
Il Rudere del Palazzo
UN ANGOLO
 DEL PALAZZO DI BLASI
CONTRADA SERRE
Demolizione
 del Palazzo Di Blasi
 in contrada Serre.

PIETRAPERZIA. Non c’è pace tra gli inquilini di contrada Serre: dopo la battaglia per le antenne, arriva la battaglia per la demolizione del palazzo Di Blasi, appartenuto all’alto clero dei Di Blasi; per detto palazzo è stata chiesta la parziale demolizione. Contro questa iniziativa ha presentato opposizione il dottor Salvatore Palascino, che ne è proprietario di una parte.
Il dottor Palascino ha inviato una memoria al sindaco Enzo Emma, agli assessori Maria Antonietta Pititto, Cristina Rossana Irene Guarneri, Giuseppe Miccichè, Paolo Giuseppe Di Marca, al dirigente dell’ufficio tecnico Salvatore Patti ed al segretario comunale Eugenio Alessi.
Nella petizione il dottor Palascino scrive: “Presso l’ufficio tecnico è in esame il progetto per la realizzazione di un magazzino deposito attrezzi agricoli nella vicina contrada Serre.
Questo progetto prevede tra le altre cose la demolizione di una parte del palazzo storico dei “Di Blasi”, di cui sono uno dei tre comproprietari, che non può avvenire nel silenzio. Il palazzo che fu di Stefano Di Blasi e dei canonici Rosario e Salvatore Di Blasi fu sede temporanea prescelta del comando di alcuni reparti della 45° divisione Thunderbird durante lo sbarco alleato del 1943.
Se l’ufficio tecnico dovesse concedere tutto questo avremo a Pietraperzia un palazzo storico in meno ed un capannone in più in un’area recentemente individuata dalla soprintendenza come area di notevole interesse archeologico inserita nel piano paesaggistico regionale alla firma dell’assessore regionale ai beni culturali prevista in base al cronoprogramma definito dall’assessorato per agosto 2011”.
“E’ prevista nel progetto la demolizione di una sola parte del Palazzo Di Blasi – continua il dottor Palascino - che lascerebbe la visione sdentata della struttura. Tutto questo non può coincidere con la condivisibile politica delle ristrutturazioni e dei recuperi del tessuto urbanistico intrapresa dall’amministrazione comunale.
Mi sono fortemente opposto da sempre alle demolizioni delle antiche aziende agricole ad opera degli agricoltori che per evitare i recenti obblighi di accatastamento hanno preferito demolire intere fattorie le cui origini si perdevano nel tempo.
Ho chiesto ed ottenuto dal Presidente della Repubblica (all.1) un suo intervento per riuscire ad avere delle esenzioni agli obblighi catastali per evitare che continuassero le demolizioni sistematiche dei fabbricati rurali, ottenendo dei chiarimenti utili al nostro territorio ed all’intero territorio nazionale.
Dentro questo contesto di iniziative non poteva uscire fuori la salvaguardia dell’antichissimo Palazzo che fu di Stefano Di Blasi che meriterebbe di essere interamente ristrutturato e non solo per la parte che mi riguarda.
Voglio quindi informare tutta la giunta comunale dell’assurda demolizione che si vuole perpetrare del Palazzo Di Blasi che non può vedere indifferente spettatore nessuno di tutti quelli che hanno a cuore il nostro territorio”.
Don Pino Carà