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giovedì 24 aprile 2014

MOSTRA DI PITTURA DI FRANCA LANZA A CURA DELLA PRO LOCO (17 - 27 APRILE)



Mostra di pittura di Franca Lanza
LA PITTRICE FRANCA LANZA

ANGOLO DELLA MOSTRA


PIETRAPERZIA. Mostra di pittura dell’ottantenne Franca Lanza. L’esposizione si è tenuta al teatro comunale su iniziativa della Pro Loco di Alessia Falzone. Sono state esposte circa 90 quadri di cui la maggior parte su vetro. Le sue pitture, in prevalenza,  ritraggono la natura con particolari interessi ai fiori.
       Franca Lanza è nata a Tripoli nel 1930 e non appena ventenne rientra in Italia e va al matrimonio con il farmacista Stefano Mendola; le sue figlie sono Giovannella laureata in farmacia e Lia laureata all’accademia delle belle arti. In paese fondò l’AIRC (Associazione Italia della Ricerca sul Cancro) e ne fu presidente per ventenni e poi passò l’incarico alla professoressa Ketty Palascino. La sua produzione artistica è di centinaia di quadri. Una studio accurato e puntiglioso è stato fatto dal critico d’arte Gianluca Micciché, che scrive: “Francesca Lanza ha una vocazione contemplativa della natura attraverso la pittura;  notevole anche la sua produzione nel ricamo. La sua vocazione alla pittura raggiunge l’apice nella maturità: la sua memoria storica rivisita i luoghi del vissuto e riesce a dare corpo alla sua vocazione artistica. Nel calore del paese e nel silenzio del privato, la sua anima si apre alla poesia della pittura con la creazione di diversi quadri realizzati  su vetro creando con una fantasia feconda la sapiente e fantastica composizione  di fiori e foglie essiccati e colorati. I suoi quadri rivelano la presenza costante della Sicilia: i colori sono quelli della nostra terra. Le erbe, i fiori, le nature morte ricche di luminosità e solarità sono un’autobiografia quasi un identikit che diventa artefice del suo tempo aprendo attraverso la propria opera  profonde meditazioni e riflessioni  che scaturiscano della sua coscienza di animo divinizzato”.
“Per questo il suo rapporto con i fiori e con le foglie – conclude il grande critico - è intimamente  sofferto. Il coloro è vivo, la materia si anima, parla e coinvolge i sentimenti del visitatore.
La lettura  dei soggetti è immediata e semplice; quindi il linguaggio rappresentativo dei fiori diventa ora dolce ora violento, ora malinconico ora gioioso;  le tonalità dei colori esprimono al completo il cammino della vita”.
Giuseppe Carà