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sabato 13 febbraio 2016

I GIOVEDI DI SANTA RITA ALL'ANCESCAO ORGANIZZATI DI PIERA PINELLI


I Giovedì di Santa Rita all’Ancescao

 IL PRIMO GIOVEDI' DI SANTA RITA

PIETRAPERZIA. Hanno preso il via i quindici “Giovedì di Santa Rita” da Cascia che viene festeggiata il 22 maggio con la sagra delle benedizione delle Rose. In paese la devozione è radicata nei secoli e sono molti i gruppi devoti di Santa Rita.
       Una iniziativa hanno avviata i 450 soci dell’Ancescao che hanno titolata la loro sede a Santa Rita. La parte organizzativa viene portata avanti dalla presidente Giovanna Di Dio e Piera Pinelli a cui è stata affidata la responsabilità di coordinamento.
       I quindici Giovedì di Sana Rita  focalizzano il cammino della vita terrena della santa dalla nascita avvenuta a Roccaporena  nel 381 alla morte il 22 maggio 457 avvenuta a Cascia dove la santa è sepolta.
 Inoltre prima della messa è prevista la recita  della “coroncina” una tipica preghiera alla Santa delle cose impossibili.
       Nella sede dell’Ancescao è stata celebrata la Santa Messa ed il sacerdote nell’omelia ha illustrata la figura della santa.
L’associazione si mobilitata e la signore Giovanna Di Dio ha fatto una riunione di direttivo formato da: Giovanni Di Dio  presidente, Francesco Cigna vice presidente, Gerlanda D’Urso tesoriera, Angela Emma segretaria; poi membri Biagio Di Calogero, Giuseppe Chiolo, Vincenzo Privitera, Salvatore Falzone, Michele Costa, Piera Pinelli. Componenti il collegio dei revisori: Angelo Taibi, Giovanni Farinelli.
       IL giorno scelto è il giovedì perché il 22 maggio del 1957 era di giovedì. In paese esiste una chiesa dedicata a Santa Rita che si trova nella parte alta del paese. Mentre la processione della statua avviene il 22 maggio preceduta da una novena che viene dettata dal parroco mons. Giuseppe Rabita.
       Il fatto portentoso nella vita di Santa Rita è la spina che porta in fronte e che la portò per 15 anni. Un Venerdì santo dopo aver ascoltato la predica sulla passione ne fu talmente toccata che rientrando in cella chiese le sofferenze della croce. In una esplosione di luce si trovò in fronte la spina appartenete alla croce del Cristo.
       In paese il riferimento più attenzionato è come la santa delle “Grazie Impossibili”.
Giuseppe Carà