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domenica 21 febbraio 2016

In occasione del cinquantesimo di sacerdozio finanzia il restauro della chiesa


In occasione del cinquantesimo di sacerdozio finanzia il restauro della chiesa

 PARROCCHIA SANTA MARIA

IL PARROCO MONS. GIOVANNI BONGIOVANNI  

PIETRAPERZIA. In occasione del cinquantesimo di sacerdozio finanzia il restauro della chiesa. Monsignor Giovanni Bongiovanni il 29 giugno prossimo festeggia i cinquantenni del suo sacerdozio. Oltre a ricoprire la carica di vicario generale o vice vescovo è parroco della chiesa Santa Maria di Gesù, rettore del Santuario della Cava, di San Rocco, Di Sant’Orsola e canonico della cattedrale di Piazza Armerina. La giornata  clou dei festeggiamenti è il 29 giugno. Per la circostanza ha finanziato il restauro della parrocchia Santa Maria in cui necessita la somma di circa 80 mila euro.
Già i lavori sono iniziatiti e si spera che vengano terminati prima di Pasqua. Un suo valido collaboratore in questa iniziativa è il geometra Salvatore Russo, esperto di lungo corso ed ora in pensione. I lavori prevedono il rifacimento dell’impianto elettrico che sarà fatto a Led; rifacimento della pittura sia delle pareti come della volta. I lavori a trattativa diretta sono stati affidati alla ditta Liborio La Mattina.
       La chiesa non ha potuto accedere al finanziamento dell’otto per mille perché appartiene al FEC (Fondo Ecclesiastico per il Culto) che viene gestito dal Ministero dell’interno tramite le prefetture.
       Inoltre è stato programmato l’impianto di riscaldamento per tutta l’edificio del culto; infatti la chiesa come temperatura in atto è gelida.
       In questo periodo in cui fervono i lavori la chiesa è stata chiusa al culto e le attività parrocchiali sono state trasferiti nella chiesa San Rocco che era stata restaurata precedentemente.  Questa chiesa è quella del Santo Patrono; il patrono di Pietraperzia fu San Nicola che si trova nell’omonima chiesa nella parte alte del paese. Il cambio di patrono avvenne perché nella scontro della nobiltà vinsero quelli dei quartieri popolari e furono sconfitti quelli dei quartieri dei nobili.
Giuseppe Carà