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lunedì 5 marzo 2018

Presentato progetto per il Castello Barresi per due milioni


Presentato progetto per il Castello Barresi per due milioni
 LA RUPE DEL CASTELLO
IL CASTELLO BARRESI

PIETRAPERZIA. Per il Castello di Pietraperzia è stato chiesto un finanziamento di oltre due milioni di Euro. Ad annunciarlo è l'Assessore Chiara Stuppia che, assieme all'Assessore Michele Laplaca, ha seguito da vicino l'iter per la richiesta di finanziamento: "Abbiamo monitorato un bando che riguardava la messa in sicurezza di edifici storici e che riportava la scadenza del 20 febbraio. Sia l'ufficio tecnico che l'ufficio ragioneria sono stati messi in moto per rispettare la scadenza e, fortunatamente, lo scorso martedì abbiamo inviato tutta la documentazione". Il progetto prevede sia la messa in sicurezza di quello che rimane del Castello, sia la creazione di percorsi nuovi e sicuri all'interno dello stesso. Aggiunge l'Assessore Michele Laplaca: "Importante sottolineare che il Comune ha già ottenuto ad inizio anno la cifra di 70.000 Euro destinata alla progettazione, per cui se dovessimo ottenere anche il contributo di 2 milioni di Euro potremmo rendere cantierabile il progetto e partire con i lavori". Al fine di attenzionare la situazione del Castello di Pietraperzia, su input di Enrico Tummino, l'Assessore Stuppia ha dato avvio ad una serie di incontri a cui hanno preso parte sia  professionisti sia cittadini appassionati di storia.
       Il castello Barresi attualmente è proprietà del comune di Pietraperzia, che n’è venuto in possesso per usucapione. Gli ultimi ad averne il possesso furono i principi Lanza di Trabia.
L'opera prende inizio l'anno 1060, quando al seguito di Ruggero il Normanno, ultimo rampollo dei conti   d'Altavilla arriva a Pietraperzia Abbo Barresi, il quale era uno dei più nobili commilitoni, al quale per meriti acquisiti nella lotta contro i Saraceni gli fu affidata la signoria del territorio di Pietraperzia e d’altri territori della Sicilia.
La famiglia Barresi con alterne vicende tenne il maniero sino al 1571; in seguito divenne possesso dei Branciforte e nel 1897 passò ai Lanza di Trabia.
I Lanza nel dopo guerra presero dal castello tutte le cose più preziose e li portarono a Palermo; avevano chiesto un intervento dello stato e non avendo avuto risposta privarono il castello delle cose più caratteristiche.
Ai tempi del vaiolo (epidemia letale) il castello fu adibito a lazzaretto, mentre dall'inizio dell'ottocento fu affittato al comune che lo adibì a prigione fino al 1906 anno in cui fu trasferita nell'ex convento di Santa Maria.
"La scomparsa ufficiale del castello – afferma lo storico Lino Guarnaccia - si può fare risalire al 20 aprile del 1927, quando con delibera comunale numero 110,  fu approvato il progetto dell'alimentazione idrica dell'abitato (cioè la vasca dell'acqua).
Il castello si erge maestoso lungo il perimetro di una roccia calcarea, nella quale i Sicani ed i Siculi avevano scavato diecine di tomba. La roccia si presenta piena di buchi ed è per questo motivo che il costello viene chiamato anche di Pietraperciata e con lo stesso nome fu chiamato il borgo sottostante. 
“Con questo intervento – afferma il sindaco Antonio Bevilacqua – certamente salveremo il castello e diventerà uno dei più importante di Sicilia. Siamo alla svolta turistica”. 
Giuseppe Carà