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mercoledì 6 gennaio 2016

Maddalena incanta con il suo “Amico treno non ti pago” in Chiesa Madre


Maddalena incanta con il suo “Amico treno non ti pago” in Chiesa Madre

 ANGELO MADDALENA
 
PIETRAPERZIA. Angelo Maddalena torna in scena a Pietraperzia con uno dei suoi monologhi teatrali più “vissuti”: “Amico treno non ti pago” (anche il titolo di un suo libro dal 2013 in libreria edito da Eris edizioni). Sabato scorso il salone dell’ex sacrestia della Chiesa Madre si riempie di uomini e donne e di un nutrito gruppo venuto da Barrafranca. Presente anche l’architetto e fotografo Ivan Catalano di Enna. Grazie all’Archeoclub di Pietraperzia che organizza e al parroco Giuseppe Rabita che ospita, Angelo Maddalena incanta con una narrazione teatrale che guarda al presente, come molti suoi monologhi teatrali, ma questo più degli altri. “Amico treno non ti pago”, con alcune piccole canzoni con voce e chitarra e con tanta parola viva, com’è nella tradizione del teatro di narrazione, attraversa e si immedesima nei viaggi e nelle lotte di ferrovieri, pendolari, e citando il documento “Allarme”, agli ammutinati delle strade ferrate; infatti tocca alcuni punti cruciali delle condizioni ferroviarie in Italia. Il taglio però è “insurrezionale”, non solo denuncia e commiserazione ma azione diretta, quindi rifiuto di pagare il biglietto per scoperchiare le magagne e le cause del disastro delle ferrovie: la TAV in primis, “perché da quando hanno messo le Frecce Rosse ci sono meno treni Intercity e meno treni regionali e comunque anche le Frecce Rosse portano ritardo e hanno scombussolato le linee ferroviarie fino a causare il ritardo di 200 minuti di molti treni nel dicembre del 2009”. Questi dati Angelo li snocciola in modo “popolare”, raccogliendo testimonianze di ferrovieri in pensione, partecipando ad assemblee di ferrovieri di cui racconta, in forma aneddotica, tutto quello che scopre. Una cronaca teatrale documentata e liberatoria, oltre l’immobilismo e la rassegnazione che uccide gli individui e il senso della democrazia. Canta anche Angelo, attingendo alla tradizioni dei cantastorie (Qua si campa d’aria di Otello Profazio, ne canta un pezzo funzionale a una battuta dello spettacolo) e una sua canzone dedicata ai macchinisti licenziati nel 2003 dopo aver detto la verità sulle condizioni di sicurezza dei treni italiani, licenziati in tronco per danni all’immagine dell’Azienda e riassunti nel 2007, dopo lotte e casse di solidarietà dei colleghi; la canzone che ha scritto si chiama “Uomo della ferrovia”, e si trova nel suo cd Parlu ccu ttia registrato nel 2007, appunto. “Amico treno non ti pago” ha partecipato al festival Internazionale di Teatro Azione a Torino nel 2011, nel 2013 ha partecipato al Salone del Libro Off al Bin 11 sempre a Torino, e nel 2014 alla rassegna Rivoluzione a due ruote a Sapri.
Giuseppe Carà