Visualizzazioni totali

sabato 8 settembre 2012

PIETRAPERZIA ALLA FAME. FORESTALI ESASPERATI




PIETRAPERZIA. “Pietraperzia alla fame” è il risultato di una riunione di forestali in una sede sociale libera, presieduta da Enzo Bongiovanni, impegnato nella solidarietà e nell’antropologia. Pietraperzia ha una realtà forestale di 350 individui e questi  da tre mesi non prendono il compenso del lavoro perché la Regione non ha fondi liquidi. Siamo alla tragedia perché alcuni  negozi di generi alimentari hanno sospeso la vendita senza il contante. La sospensione mette in difficoltà anche gli esercenti alimentari che devono fare le forniture per gli esercizi.
“Il problema è tragico – afferma Enzo Bongiovanni – perché anche questo atto mette la nostra economia in ginocchio. Già lo stato sociale è abbastanza degradato per l’aumento del gruppo dei disoccuparti; infatti molti giovani sono senza lavoro. In questo contesto si spiegano anche i numerosi furti negli appartenente ed anche nelle abitazioni rurali. In alcune di queste razzie si sono portate via anche dei viveri come capperi di pomidoro,  “capuliato” ed olive sottoaceto; nonché bottiglie di olio e di pomidoro pilato. Questo stato di cose è molto grave”.
La giunta comunale ed il consiglio comunale hanno fatto il primo interevento per l’ordine pubblico. E’ stata steso un documento fatto recapitare al prefetto Clara Minerva in cui si esprime la preoccupazione dei cittadini e la mancanza di sicurezza.
Il sindaco Emma e l’assessore all’assistenza sociale Valentina Giuliano ogni giorno ricevono persone che esprimono la loro miseria non potendo pagare le bollette della luce acqua e gas.
Il sindaco è stato penalizzato perché gli hanno tagliato il  bilancio in quanto gli hanno ridotto i contributi regionali e quelli centrali. Alche il sindaco sta facendo alcuni tagli di iniziative obbligate che aveva previsto in bilancio.
Conclude Bongiovanni: "Pietraperzia ha un periodo nero dove per sopravvivere bisogna ricorre all’accattonaggio. Per non parlare delle richieste spasmodiche di prestiti. La banche tengono il problema sotto studio per capire come si evolve la situazione”.
Giuseppe Carà