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giovedì 3 febbraio 2011

Il vescovo Pennisi contribuisce al finanziamento del completamento della casa del clero.

Il Vescovo Mona. Michele Pennisi
La futura casa del Clero
Mons. Grazio Alabiso
 Il vescovo Pennisi contribuisce al finanziamento del completamento della casa del clero.
PIETRAPOERZIA. Monsignor Grazio Alabiso, delegato vescovile per l’edilizia di culto della diocesi rende noto che il vescovo Monsignor Michele Pennisi contribuirà per il completamento della casa interparrocchiale clero di Via San Giuseppe di Pietraperzia. I lavori furono iniziati malti anni fa e sono stati fermi da un decennio per mancanza di fondi. Per questa casa del clero si ebbe un finanziamento di 340 mila euro. Le case del clero sono un fioreo all’occhiello dell’episcopato di monsignor Pennisi; infatti sono state realizzate le seguenti case: San Roco di Butera; Chiesa Madre di Gela; Santo Stefano di Piazza Armerina; San Filippo di Piazza Armerina; Sacra famiglia di Barrafranca; San Bartolomeo di Enna; San Sebastiano Martire di Gela.
        La casa del clero interparrochiale, nasce dalla ristrutturazione della vecchia canonica della chiesa madre. Con l’accordo dei tre parroci – Giuseppe Siciliano, Giovanni Bongiovanni e Pino Rabita – si stabilì di costruire una casa canonica interparrocchiale; tale iniziativa consentiva ai sacerdoti di fare vita comunitaria; purtroppo dopo dieci anni l’iniziativa non è arrivata a buon fine.
 Per il momento l’onere di portare a termine i lavori spetta ai parroci Giovanni Bongiovanni e Pino Rabita, che è anche responsabile della parrocchia Madonna delle Grazie.
        La nuova casa del clero prevede cinque appartamenti, ma ancora necessita di lavori strutturali all’interno e dell’arredamento. La casa del clero risolverebbe il problema dei sacerdoti perché  ognuno vive una realtà individuali. In atto la comunità pietrina è servita dai seguenti sacerdoti: Giovanni Bongiovanni,  Giuseppe Carà, Giovanni Messina,  Pino Rabita e dal diacono Osvaldo Brugnone.
        Le case del clero hanno una valenza pastorale  perché favoriscono la “pastorale integrata”, che serve ad armonizzare il lavoro di tutti i gruppi ecclesiali.
        La realtà antropologica e politica del paese è molto oscura e quindi necessitata una sinergia tra tutto le forze presenti nel territorio: religiose, politiche e sociali.
Giuseppe Carà