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lunedì 12 ottobre 2015

ANIMALI A SPASSO PER IL PAESE



Animali vaganti in paesi

 ANIMALI DISCOLI PER IL PAESE

PIETRAPERZIA. Animali vaganti in paese. Ieri mattina verso le 10,30 si è notato che vagavano per la strade del paese un vitello del pelo rosso e due porcellini ben nutriti.  Gli animali sono stati intercettate nei paraggi del plesso delle scuole elementari Giovanni Verga tra l’incrocio delle strade  Paolo Borsellino e Giovanni Falconi. Gli animali erano scappati da un allevamento che si trova nei paraggi della scorrimento veloce allo svincolo Pietraperzia – Caltanissetta. Gli animali sono stati bloccati e fatti entrare in un  cortile della zona di Domenico Tramontana e poi consegnati ad una delle aziende agricole della zona con titolarità “Costa”.
Sono stati in libera uscita per un paio d’ore. A guidare la comitiva è stato  il vitello “Pilu Russu”  il quale era seguito dai due maialini. L’operazione d’ordine è stata guidata dalla polizia municipale, con la presenza del commissario Gino Stringi ed i marescialli Giovanni Falzone e Borino Micciché.
       La comitiva approfittando di un momento di distrazione del proprietario  si era pacificamente allontanata. La presenza di questi animali incustoditi ha creato un certo panico; un cittadino solerte ha avvisato il sindaco Antonio Calogero Bevilacqua, che ha allertato la polizia municipale.  L’interevento tempestivo dei vigili ha fatto rientrare la cosa e nel frattempo il proprietario si era messo alla ricerca degli animali dispersi.
       Nel frangente gli animali pacificamente brucavano l’erba e si sono trovati vicino al cortile, Con la presenza delle forze dell’ordine gli animali sono stati rinchiusi nel cortile fino a quando è arrivato il legittimo proprietario,.
       Il fatto ha avuto eco ed attenzione perché la zona del Verga è intensamente abitata e quindi ci sono strati parecchi spettatori ad ammirare lo spettacolo della  passeggiata di “Pilu Russo” ed i due maiale. A mezzogiorno tutti erano a casa fecici  e contenti ed il sindaco prendeva atto che l’ordine era stato ricomposto.
Giuseppe Carà