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domenica 3 febbraio 2013

Bellette 2006 illegittime per il sindacalista Enzo Bongiovanni


Bollette illegittime

 IL SINDACALISTA UIL ENZO BONGIOVANNI

PIETRAPERZIA: Enzo Bongiovanni sindacalista della Uil ed attivo collaboratore di “Assoutenti” con categoricità sostiene che le bollette per i rifiuti relative al 2006 sono illegittime.
       Bongiovanni ha diramato un terzo documento in cui fa chiarezza sulla tesi dell’illegittimità e scrive: “Molte ombre incombono sulla legittimità delle tariffe applicate dall’ATO  per l’anno 2006. Tali ombre si sono ulteriormente addensate a seguito   della decisione del collegio di liquidazione della società di sospendere gli avvisi di pagamento recapitati ai cittadini di Enna, delle numerose prese di posizione di quasi tutti i sindaci della provincia e della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Provinciale   che impegna il presidente della Provincia a richiedere con urgenza la convocazione dell’assemblea dei soci  per chiedere che vengano annullate le richieste di pagamento per l’anno 2006 in quanto illegittime”.
       L’argomento forte che taglia la testa al toro sulla illegittimità delle tariffe applicate per l’anno 2006 trova le seguenti motivazioni: “La sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa n. 48/1999 passata in giudicato espressamente indica che    la competenza a determinare la tariffa sulla scorta di un piano economico finanziario spetta ai Consigli Comunali. Invece,  osserva Bongiovanni,  “l’importo oggi richiesto per l’anno 2006 è  determinato sulla base delle tariffe stabilite dall’assemblea dei soci in data 11.12.2006    espressamente annullate dalla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativo”.
       Infine l’acuto sindacalista Enzo Bongiovanni chiarisce: “Il  Consiglio Comunale con la delibera del 2005, impropriamente indicata sulle attuali richieste, non ha determinato   tariffa alcuna per l’anno 2006”.
A tale riguardo, Bongiovanni,  chiarisce ancora che il Consiglio Comunale di Pietraperzia nell’adottare nel 2010 la delibera n. 28 ha implicitamente riconosciuta non utilizzabile la delibera n. 64 del 2005 e che le uniche tariffe  applicabili erano quelle determinate  dal Consiglio Comunale per il 2003 di importo notevolmente inferiore a quelle  richieste dall’ATO.
       Bongiovanni salomonicamente conclude: “Ho cercato di fare chiarezza sulla illegittimità della richiesta di pagamento delle bollette per l’anno 2006. Siano i cittadini singolarmente a decidere se pagare o meno il tributo richiesto da tutte le parti indicato illegittimo. A me ed agli amici che mi  sostengono resta  l’amarezza di dovere constatare  che il danno ricade sempre sulla fascia debole della società, cioè gli anziani, i lavoratori che non possono perdere giornate di lavoro e di quanti altri fiduciosi nelle istituzioni e negli Enti o società  ad esse collegati  preferiscono pagare pur di non  proporre e inseguire  ricorsi per ottenere giustizia”.
Giuseppe Carà