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giovedì 5 gennaio 2012

L'AFORISMA DELL'EPIFANIA 6 GENNAIO 2011


QUID NON MORTALIA PECTORA COGIS, AURI SACRA FAMES !”

(Virgilio)

A CHE COSA NON SPINGI I CUORI DEGLI UOMINI, O ESECRANDA FAME DELL'ORO !”


La Professoressa Nicoletta Nonna



O MISERABILE VITA DELL’AVARO!



DON PINO



Virgilio, nato a Mantova nel 70 a.C., é considerato

“il principe” dei poeti latini per le opere da lui

composte, quali le Bucoliche, le Georgiche,

l'Eneide, per la vastità della fama raggiunta e per

l'influsso esercitato sulle generazioni successive.

L'opera di Virgilio svolse una funzione

formativa per parecchi secoli;

durante tutto il Medioevo e

fino al Rinascimento

dominò la cultura occidentale.

L'Eneide, oltre a costituire il poema

per eccellenza della latinità,

fu il modello più elevato per la poetica

del Rinascinmento.

L'aforisma in esame è tratto dal

terzo libro dell'Eneide in cui Virgilio racconta la

triste vicenda del giovane Polidoro, ucciso e depredato

dell'ingente quantità d'oro che gli aveva donato

il re Priamo.

Un delitto compiuto per l'avidità dell'oro,

della ricchezza.

Nel corso dei secoli sono numerosi

i misfatti e le nefandezze di cui gli uomini

si sono macchiati per la smania del possesso.

Basti ricordare le civiltà precolombiane che

furono distrutte, cancellate perchè i

“conquistadores” furono accecati dalle

immense ricchezze di quei popoli.

La cupididigia è un desiderio ardente e sfrenato.

L'avido non ama che il denaro, cosa non

certo tipica dei saggi; questa forma di

avidità é simile ad un veleno mortale;

illanguidisce il corpo e l'animo dell'uomo;

è sempre inesauribile e insaziabile, né l'abbondanza

né la penuria di mezzi riescono a placarla.”

Così scriveva Gaio Sallustio Crispo e, secoli dopo,

Dante si esprimeva il tal modo :

La cieca cupidigia che v'ammalia”, ossia

consiste in una vera e propria malattia

dell'animo umano.

Anche il Cristianesimo condanna la cupidigia,

in quanto antitetica al messaggio evangelico

di Cristo, messaggio di povertà, uguaglianza , amore

e carità. Cristo si é fatto uomo ed é venuto

fra noi senza alcuna ricchezza, amava gli umili,

i poveri, i bisognosi, prediligeva gli ultimi,

gli abbandonati e gli emarginati.

Avvicinava i lebbrosi e i reietti della società.

Restituiva loro la dignità di esseri umani in

nome dell'amore fraterno perché

Cristo é Amore:

" DEUS CARITAS EST". 

Nicoletta Nonna

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  Christus vincit,Christus regnat,Christus imperat.