Visualizzazioni totali

mercoledì 4 gennaio 2012

Piazza Vittorio Emanuele perde la sua dimensione antropologica.


Piazza Vittorio Emanuele perde la sua dimensione antropologica.

La Piazza di 30 anni fa
La Piazza OraPiazza Vittorio Emanuele perde la sua dimensione antropologica.
Pietraperzia. “Piazza Vittorio Emanuele, l’antica agorà del paese, - dichiara il presidente dell’Archeoclub Andrea Rapisardi – ha perduto la sua dimensione antropologica che l’hanno caratterizzata nel divenir dei secoli. Nella prima mattinata era punto di riferimento per coloro andavano a lavoro e vi erano centinaia di persona, mentre ora vi sono pochissime persone e tra questi quello delle pompe funebre, che prende atto di coloro che sono passati a miglior vita e si attiva per notificare la notizia agli enti preposti e quindi dà l’avviso al sacrista, affinché suoni “l’agonia” dell’avvenuto trapasso. In Piazza vi era efficiente l’antico convento di Santa Maria,  l’albergo Attanasio, due locande per forestieri di passaggio e qualche punto di ristoro. Vi erano anche due banche di cui una ha chiuso i battenti”.
        “Nel prosieguo della giornata prosegue il presidente Rapisardi – vi sono persone solamente che devono andare in banca oppure per qualche consumazione al bar. Nel primo pomeriggio alle 14 vi sono alcuni muratori che prendono il caffè al bar prima di andare a lavoro e poi nel prosieguo della giornata vi è qualche sporadica presenza.        Dopo le venti la Piazza ritorna ad essere deserta”.
        “Questo fenomeno – conclude Andrea Rapisardi – è irreversibile;  è segno che il paese ha perduto la sua dimensione economica ed dà segni gravi di spegnimento. L’attività imprenditoriale è ridotto a zero; anche perché sono stati assestati colpi mortali all’agricoltura ed all’edilizia. Anche le pompe funebre lamentano mancanze di moria e secondo un loro calcolo da una media di 130 decessi annuali si passati a 90. Encomiabili le iniziative del sindaco Emma, che sta combattendo la battaglia della svolta, con iniziative di vario genere”.
        La Piazza torna a popolarsi soltanto quando escono le persone della messa di Santa Maria, specie la domenica in cui partecipano centinaia di persone e c’è un “fuggi fuggi” con le macchine per tornare alle loro case”.
Don PinoCarà