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sabato 6 luglio 2013

E' GUERRA PER I TAQZEBAU



Sitin di protesta contro l’amministrazione comunale

 I LEADER DEL SITIN

LA METAFORA FUNERARIA

PIETRAPERZIA. Sitin di protesta contro l’amministrazione comunale. La protesta è stata fatta dal movimento cinque stelle, dal Partito Democratico e dei cinque consiglieri dell’opposizione.
La causa della protesa è nato da un tazebao oscurato dai vigili urbani e da due multe di 413 euro ciascuno prese al partito democratico ed ai cinque consiglieri dell’apposizione.
       La scritta dal tazebao aveva  riferimento alla discarica di contrada canale ed ad una fogna a cielo aperto. Il gruppo ha allestito una scritta funebre dove si legge: “Qui muore la democrazia” ed in metafora cento lumini accesi. Numerose le adesioni di cittadini alla manifestazione.
       La discarica del canale ha funzione di passaggio; infatti in giorni prestabili i cittadini dovrebbero consegnare gli elettrodomestici dismessi; purtroppo non mancano gli abusi e quindi si trova anche materiale inquinante come serbatoi di eternit ed altro. Inoltre si fa riferimento ad una fogna che è esplosa nelle vicinanza di scuola materna canale ed è stata aperta per qualche giorno di troppo, prima che l’Ato intervenisse.
I grillini per la circostanza hanno distribuito un volantino dove si legge: “Negli ultimi giorni la vicenda del divieto (incostituzionale) di mettere manifesti “politici” nella pubblica piazza ha assunto gravissimi sviluppi: è stato infatti oscurato un manifesto a firma PD e Consiglieri di opposizione ed è stata loro comminata una sanzione salatissima. Stante questi ultimi fatti che hanno portato ad applicare una ordinanza che disciplina le affissioni di tipo commerciale ai soli cartelloni politici messi nella pubblica piazza e stante la gravissima violazione del diritto di espressione del pensiero (tutelato dall’art. 21 della Costituzione Italiana) manifestiamo la nostra solidarietà ai gruppi politici che hanno subita questa censura degna dei peggiori regimi arabi; quindi chiediamo al consiglieri di maggioranza: 1) di dissociarsi immediatamente dal comportamento oppressivo ed illiberale del sindaco. 2) di manifestare il loro pensiero al più tardi nel prossimo consiglio comunale dinnanzi alle telecamere così da rendere partecipe tutta la cittadinanza”.
Giuseppe Carà