Visualizzazioni totali

domenica 14 luglio 2013

L'ARTISTA ANGELO MADDALENA RITARNA DALLA TURNEE IN ALGERIA



Tournée di Angelo Maddalena in Algeria


 ANGELO MADDALENA IN ESIBIZIONE


 ANGELO ILLUSTRA IL SUO MESSAGGIO

PIETRAPERZIA. Angelo Maddalena torna dall’Algeria dopo aver partecipato al festival Raconte arts. Si è conclusa la tappa magrebina di Angelo Maddalena con il suo spettacolo “Cousins d’Algerie frères de Kabylie”.  Unico rappresentante italiano al Festival Internazionale Raconte arts, al quale hanno partecipato attori di narrazione e cantanti venuti dalla Spagna, dalla Francia e, ovviamente, dall’Africa, oltre che dal Libano. Angelo ha presentato il suo spettacolo Cousins d’Algerie frères de Kabylie (che ha anche una versione italiana: Cugini di Algeria fratelli di Kabylia) il 6 luglio al Centre Culturel di At Yenni, un villaggio della Kabylia non lontano dalla capitale Tizi Ouzou. Raconte arts è un festival organizzato dalla Lega di attori e vidodocumetaristi di Tizi Ouzou. E’ un festival che conta su una partecipazione popolare dei villaggi in cui si svolge, ed è itinerante, cioè ogni anno in un villaggio diverso. Gli abitanti dei villaggi partecipano anche ospitando alcuni artisti nelle loro case. La Kabylia è una regione montagnosa dell’Algeria a sud est di Algeri, a meno di 100 Km dalla capitale, con una lunga storia di resistenza popolare all’arabizzazione e anche alla colonizzazione francese. In questo contesto, Angelo ha raccontato e cantato il racconto scritto a fine dicembre del 2010, in occasione del suo primo viaggio in Kabylia. Angelo ha costruito il racconto a partire dal viaggio in nave da Marsiglia, rievocando i viaggi da Caltanissetta a Milano ai quali ha partecipato fin da bambino. Tra le lotte per il riconoscimento della lingua e cultura berbera degli anni ’80 e la poesia di Buttitta Lingua e dilaettu, tra i ragazzi che cantano le canzoni di Lounes Matub, assassinato nel 1998 in Kabylia  e i ritratti che ha realizzato in occasione della sua venuta in Kabylia, Angelo tesse un filo che lega le due sponde del mediterraneo (in questo caso Algeria e Sicilia), e con uno stile del racconto semplice e genuino (frutto dei suoi dieci anni di scrittura e intrerpretazione di monologhi di teatro civile con chitarra). Angelo passa da momenti di ironia e comicità a momenti di pathos che hanno portato diversi spettatori francesi alla commozione e alle lacrime.
Giuseppe Carà